Domenica 17 Dicembre 2017
Fs e sicurezza. Un anno dal licenziamento del macchinista De Angelis. Il 26 ottobre l'udienza PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Valentini   
Domenica 11 Ottobre 2009 00:00

È trascorso poco più di un anno dal “licenziamento di Ferragosto”, il licenziamento del macchinista e delegato alla sicurezza Dante De Angelis. Le Ferrovie hanno deciso di punirlo poiché, nel fare il proprio dovere, aveva evidenziato (all’azienda e dopo anche all’opinione pubblica) problemi di sicurezza e manutenzione sui treni, all’indomani dei ripetuti incidenti su alcuni Eurostar e dopo gli “spezzamenti” di Milano...


Era il giorno di Ferragosto del 2008 quando la società Trenitalia-Gruppo Fs comunicava il licenziamento a Dante De Angelis, dipendente della società con qualifica di macchinista da 27 anni, al momento in cui si apprestava a prendere servizio. All'origine del provvedimento alcune dichiarazioni sullo stato della manutenzione e sul ripetersi di rotture sugli Eurostar, rilasciate da De Angelis a seguito dell'incidente (ultimo di una lunga serie) verificatosi sull'Etr 500 il 14 luglio: l'Eurostar 9427 Milano-Roma si spezzava in due tronconi la mattina prima di entrare in servizio. A questo incidente ne seguì un altro, analogo, all’Eurostar 9452 la sera del 22 sempre a Milano. Dopo tali incidenti – che ebbero grande risalto sulla stampa - l’azienda chiese alla casa costruttrice degli Etr, di verificare il perché delle rotture sui ganci, per le quali l’amministratore delegato delle Fs Mauro Moretti aveva ipotizzato un «problema di progettazione». Al lavoratore vengono contestate alcune frasi riportate su due lanci dell’Adnkronos il giorno 18 luglio, nelle quali ricordava le ripetute segnalazioni fatte dagli Rls all’azienda sui problemi riguardanti gli Etr relativi a manutenzione, controlli su manutenzione e usura, e evidenziava come l'incidente di Milano non potesse essere riconducibile solo ad un errore umano.
Per De Angelis si tratta di una vera ingiustizia: «ho fatto solo il mio dovere – dichiarava il lavoratore - sono convinto di aver fatto la cosa giusta, ho esercitato il diritto-dovere di segnalare, come Rls, i potenziali rischi, criticare e manifestare il mio pensiero su episodi che solo per fortuite circostanze non hanno prodotto conseguenze irreparabili».

Il licenziamento di Ferragosto di un delegato alla sicurezza che aveva parlato di sicurezza, denunciando pubblicamente quanto accaduto sugli Etr, ha suscitato interesse da parte del mondo dell'informazione e, subito, una grande mobilitazione non solo dei lavoratori del settore ma anche dell'opinione pubblica e del mondo politico e sindacale. Volantinaggi, blog, un appello con oltre 10.000 firme per chiedere la riassunzione del macchinista; dichiarazioni di politici da Diliberto (Pdci) a Zanda (Pd), al sottosegretario Giro (Fi) e di sindacalisti di tutte le sigle contro un licenziamento apparso come atto repressivo ed intimidatorio nei confronti di tutti i lavoratori, per ridurli al silenzio.
Così titolavano i giornali del 17 agosto 2008: Corriere (titolo su 4 colonne): “Parlò del treno spezzato. Licenziato il macchinista”; Manifesto (prima pag.): “Licenziato il ferroviere scomodo”; la Repubblica (titolo su 4 colonne): “Denunciò il crac degli Eurostar macchinista licenziato, è polemica”; La Stampa (prima e pag. 6-7): “Denunciò i guasti Trenitalia lo licenzia” e “Il pugno duro di Trenitalia licenziato un altro ferroviere”; Sole 24 ore: “Denunciò l'Eurostar spezzato: licenziato il macchinista”.

In questo anno la mobilitazione della categoria è proseguita attraverso le iniziative dei macchinisti, i documenti raccolti dal sito www.macchinistisicuri.info, i dibattiti promossi dalla rivista Ancora in marcia! e poi gli scioperi, l'ultimo il 9 maggio, proclamati dall'Assemblea Nazionale dei Ferrovieri, organismo che raccoglie Rls e Rsu di tutte le sigle sindacali. Numerosi i momenti di solidarietà da parte di comitati pendolari, associazioni, partiti. Interrogazioni parlamentari, ordini del giorno e mozioni a favore del reintegro del macchinista sono state presentate da Regioni, Province, Comuni.
È stato subito chiaro che il licenziamento di un Rls nell’esercizio di un suo dovere ampliava il raggio del dibattito ai temi della sicurezza nei luoghi di lavoro, il ruolo e le tutele degli Rls come previste dalla Legge 123 del 2007 e dal Decreto legislativo 81 del 2008, il dovere di garantire la sicurezza da parte di chi esercita un servizio pubblico, il significato dell’articolo 21 della Costituzione e se esso possa essere “superato” da un contratto di lavoro. 
Dopo tante proteste e mobilitazioni contro il licenziamento di Dante, la parola passa ora al giudice del Lavoro con l’udienza conclusiva fissata per il 26 ottobre, ore 11 presso il Tibunale del Lavoro di Roma.
Ma in questo anno sulle nostre strade ferrate si sono verificati tanti, troppi incidenti. A Viareggio si contano 31 morti per disastro ferroviario; numerosi gli incidenti sul lavoro (l’ultimo il 10 agosto nella stazione di Fondi dove due operai sono rimasti feriti, folgorati dalla corrente); ripetuti i guasti sugli Etr con tanto di spezzamento con il treno in corsa e carico di passeggeri, come accaduto il 24 gennaio ad Anagni; le “porte killer”, sulle quali il procuratore Guariniello ha aperto un’indagine, seguitano a colpire, come accaduto il 24 agosto presso la stazione di Torino Porta Nuova.
In questo anno si sono rivelate più che fondate le preoccupazioni e le denunce di Dante De Angelis e di tanti altri Rappresentati dei lavoratori per la sicurezza. Allo stesso modo si sono rivelate infondate le rassicurazioni delle Fs sullo stato della sicurezza ferroviaria. L’azienda non ha alzato la guardia per garantire maggiore sicurezza a viaggiatori e lavoratori, non ha fatto di tutto per prevenire. Anche prima di Viareggio numerosi erano stati gli incidenti di eguale natura, ma dalle conseguenze diverse, e gli allarmi sono stati ignorati da chi, invece, avrebbe dovuto tenerli in considerazione. Invece nulla di tutto ciò, anzi le Fs hanno solo mostrato il pugno di ferro verso un lavoratore “colpevole” di aver fatto il proprio dovere nell’esercizio delle sue funzioni. Hanno licenziato e inspiegabilmente si ostinano a non riassumere Dante De Angelis, perseverando nell’ingiustizia e nell’errore. Un errore perché si è licenziato un lavoratore che ha esercitato un proprio diritto, anzi tutti i diritti di cittadino e lavoratore, nello svolgimento di un servizio pubblico e nell’interesse della collettività.
Oggi ad un anno da quel licenziamento, insieme a tanti compagni di lavoro e a tanta parte dell’opinione pubblica, chiediamo dal sito www.dirittidistorti.it che l’azienda e le istituzioni sanino almeno in  parte questa ingiustizia, riassumendo il macchinista De Angelis, e dedicando tutte le loro energie a garantire un trasporto più sicuro e dignitoso.

Alessandra Valentini
5-10-09