Lunedì 11 Dicembre 2017
Umbria Olii. Il 24 novembre inizia il processo, tre anni fa l'incidente PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Valentini   
Martedì 17 Novembre 2009 20:41

Caso Eternit, ThyssenKrupp, Umbria Olii, tutti nomi che rimandano a stragi, stragi annunciate, stragi di lavoratori morti per svolgere il proprio lavoro sotto aziende e padroni incuranti della loro salute e più spesso incuranti delle regole....


La stagione dei processi spesso è lunghissima, per fortuna c'è chi indaga e tenta di dare giustizia ai tanti, troppi morti sul lavoro, ma spesso la lunghezza dell'iter processuale rende una giustizia dimezzata.
Per l'incidente presso Umbria Olii, accaduto il 25 novembre 2006 e nel quale morirono 4 persone, Maurizio Manili, Giuseppe Coletti, Tullio Mottini, Vladimir Todher, il processo a lungo rinviato prenderà il via il prossimo 24 novembre presso il Tribunale di Spoleto, proprio tre anni dopo lo scoppio del silos.
Per l'amministratore delegato della Umbria Olii, Giorgio Del Papa, l'accusa è di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e violazione delle norme per la sicurezza sul lavoro con l'aggravante della previsione dell'evento. Come accertato dai periti nei silos, oltre all'olio di oliva, c'era anche esanolo, che ha provocato l'incendio, l'azienda però aveva omesso di informare i lavoratori che stavano facendo manutenzione della presenza di questa sostanza chimica altamente infiammabile. Un'accusa grave alla quale Del Papa ha risposto chiedendo, qualche mese fa, ai familiari dei lavoratori morti un risarcimento di 35 milioni di euro; anzi aveva addirittura ricusato il gip e denunciato l'assicurazione che aveva regolarmente liquidato gli eredi dei quattro lavoratori morti carbonizzati.
Con queste premesse grande è l'attesa ma anche la preoccupazione per il processo che sta per iniziare, come ha sottolineato Lorena Coletti, sorella di Giuseppe. “In tre anni – dice - hanno fatto di tutto per rinviare questo processo, e ci sono riusciti”. Lorena ha anche scritto una toccante lettera aperta per non far cadere il silenzio su quei morti e qui si vuole ricordarne un passaggio: “in tre anni mio fratello é stato ucciso diverse volte ora dico basta. Degli operai che partono la mattina per fare il loro dovere, per mantenere la famiglia e fare una vita onesta e dignitosa, non meritano di morire”.
Mario Bravi, segretario provinciale della Cgil di Perugia, a pochi giorni dal processo annuncia che la Cgil, già costituitasi parte civile, sarà presente il 24 con un presidio davanti al Tribunale per chiedere che si faccia al più presto chiarezza e giustizia. “La vicenda dell'Umbria Olii – ci spiega - é l'emblema dell'imbarbarimento delle relazioni sociali. Del Papa con la sua richiesta di risarcimento e i ripetuti atteggiamenti dilatori mostra un'arroganza senza limiti. Di fronte ad una cosa di questa gravità non c'è stata una reazione all'altezza della situazione. Abbiamo anche invitato Confindustria Umbria a prendere le distanze da Del Papa ma non abbiamo ottenuto alcuna risposta. Assistiamo – conclude Bravi - ad un abbassamento delle difese sociali e ad una diminuzione di attenzione verso il lavoro in genere e quindi anche verso la sicurezza nei luoghi di lavoro”.

Alessandra Valentini