Lunedì 11 Dicembre 2017
Istat. Donne licenziate per maternità PDF Stampa E-mail
Scritto da DirittiDistorti   
Lunedì 23 Maggio 2011 09:00

Che molto c’è ancora da fare per una parità di genere sostanziale e reale e non solo formale, lo confermano questa volta i dati Istat su “La situazione del Paese nel 2010”, che analizzano la situazione donna-lavoro...

Ben 800.000 donne, con l'arrivo di un figlio, sono state costrette, in un modo o nell’altro, a lasciare il lavoro, perché licenziate o messe nelle condizioni di doversi dimettere. Un fenomeno che colpisce più le giovani generazioni rispetto alle vecchie e che appare particolarmente critico nel mezzogiorno, dove pressoché la totalità delle interruzioni può ricondursi alle dimissioni forzate. L'allarme sulla difficile condizione delle donne e il mercato del lavoro è contenuta nel rapporto annuale. Nel 2008-2009 circa 800.000 madri hanno dichiarato che nel corso della loro vita lavorativa sono state messe in condizione di doversi dimettere in occasione o a seguito di una gravidanza. Si tratta dell'8,7% delle madri che lavorano o hanno lavorato in passato e che sono state costrette dalle aziende a lasciare il lavoro, magari firmando al momento dell'assunzione delle “dimissioni in bianco”. A subire più spesso questo trattamento, si legge nel rapporto Istat, non sono le donne delle generazioni più anziane ma le più giovani, 6,8% contro 13,1%, le residenti nel mezzogiorno (10,5%) e le donne con titoli di studio basso (10,4%). Una volta lasciato il lavoro solo il 40,7% ha poi ripreso l'attività, con delle forti differenze nel paese: su 100 donne licenziate o indotte a dimettersi riprendono al lavorare 15 nel nord e 23 nel sud. Il ruolo fondamentale all'interno della famiglia, svolto dalle donne, condiziona fortemente la possibilità di lavorare o di reinserisi nel mercato del lavoro.


23-5-11