Mercoledì 18 Ottobre 2017
Lavoro. Quattro morti in 24 ore, ecco i dati sulla sicurezza nei luoghi di lavoro PDF Stampa E-mail
Scritto da DirittiDistorti   
Mercoledì 06 Luglio 2011 08:51

Una giornata di normale lavoro, nella quale contiamo quattro morti. Non ci sono commenti se non la cruda cronaca dei fatti e la domanda, ormai retorica, perché?

  

 

SU NAVE GNV MORTO UFFICIALE SCHIACCIATO DA PORTELLONE

 Incidente mortale, la scorsa notte, a bordo della nave Gnv Excellent, in navigazione tra Genova e Palermo. Il terzo ufficiale di macchina, 25 anni, è morto mentre la nave si trovava in acque internazionali. Ad ucciderlo, secondo quanto si apprende, sarebbe stato un portellone, che gli è caduto addosso e lo ha schiacciato. Gli immediati soccorsi, da parte dell'equipaggio e del medico di bordo, non sono serviti a nulla. Le indagini sulla morte sono condotte dalla Capitaneria di Porto e dalla Polmare di Palermo. Grandi Navi Veloci, informa una nota, si è messa a disposizione delle autorità competenti affinchè «si possano concludere rapidamente le indagini volte ad accertare la dinamica dell'incidente».

 

 

SCHIACCIATO DA UN RULLO, OPERAIO MUORE IN PROVINCIA DI VARESE

Incidente mortale sul lavoro in provincia di Varese, verso le due della scorsa notte (5 luglio), alla Moplast di Tradate, azienda di produzione di bobine di film plastici, che impiega circa 40 operai. La vittima è un operaio di 59 anni, di origine portoghese ma da anni residente in zona insieme alla famiglia. Secondo le prime ricostruzioni, l'operaio sarebbe stato agganciato e stritolato da un rullo avvolgitore per film plastici. Rosalba Cicero, segretaria generale della Filctem della Lombardia sottolinea che la categoria «è vicina al dolore della famiglia e lancia un allarme: la crisi, oltre ai riflessi sul piano occupazionale, spesso comporta un calo generale sugli investimenti e sulle azioni finalizzate a prevenire gli incidenti e mettere in sicurezza la salute dei lavoratori». «Ancora una volta la Filctem della Lombardia -conclude- lancia un segnale a tutti i soggetti coinvolti per una partecipazione sinergica nell'interesse innanzitutto dei lavoratori e del valore della vita».

 

 

OPERAIO CADE DA TETTO E MUORE NEL VENEZIANO

Un idraulico di una ditta di manutenzioni, Claudio Bedin di 54 anni di Mira (Venezia), è morto nel primo pomeriggio di oggi, 5 luglio, alla Nuova Pansac nel veneziano. L'uomo, che lavorava per una ditta idraulica, stava facendo dei lavori di manutenzione - secondo quanto si è appreso - su una serie di tubature sul tetto di una palazzina. Per cause al vaglio dei carabinieri l'idraulico è caduto a terra da un'altezza di 10 metri rimanendo gravemente ferito e morendo poco dopo il fatto. Sul posto sono giunti i carabinieri, gli addetti dello Spisal e i sanitari del Suem 118 che non hanno potuto che constatare la morte. Per Massimo Meneghetti, segretario della Femca Cisl di Venezia, quanto accaduto «va accertato con il coinvolgimento di tutti i soggetti competenti, così come vanno accertate le dinamiche dell'incidente e le eventuali responsabilità».

 

 

RITROVATO CORPO OPERAIO INVESTITO DA ESPLOSIONE IN CAVA

È stato trovato sotto le macerie il corpo di Salvatore Di Latte, l'operaio di Carovigno, di 47 anni, morto a causa dell'esplosione programmata in una cava di pietra in contrada 'Autignò, nel territorio tra Brindisi e San Vito dei Normanni. Sono in corso le indagini della Polizia di Stato. L'uomo non stava lavorando in quella cava: era dipendente di un'altra azienda del proprietario della cava. Secondo prime ipotesi si sarebbe recato sul posto per recuperare alcune pietre per un uso privato quando è stato investito dall'esplosione avvenuta nel primo pomeriggio di ieri. Subito dopo gli altri operai si sono accorti della presenza della sua auto parcheggiata e hanno dato l'allarme. Quindi sono arrivati la Polizia e i vigili del fuoco che hanno cominciato a scavare sotto i detriti. Il corpo di Salvatore Di Latte è stato trovato seppellito sotto mille metri cubi di pietre e terriccio. Lascia la moglie e tre figlie. L'uomo, dopo aver trascorso diversi anni in Germania come emigrante, era ritornato nella sua città natale e aveva cominciato a fare il muratore con il suocero, poi aveva trovato posto come operaio nella 'Cocebit', impresa che si occupa di impianti di betonaggio, poco distante dal luogo dove si è verificata la tragedia. L'incidente si è verificato quando la cava della ditta 'Semes' era chiusa per consentire agli operai addetti di far brillare le cariche di esplosivo per buttare giù uno dei costoni dell'impianto, in maniera tale da programmare il lavoro di una intera settimana. Dopo l'esplosione, però, qualcuno si è reso conto che nei pressi della montagna di pietre c'era la Fiat Panda di colore rosso con lo sportello aperto di proprietà di Di Latte. Sul posto sono giunti gli agenti della Squadra Mobile e i vigili del fuoco con i cani cercapersone. Solo quando ci si è resi conto che ogni tentativo per trovare in vita l'uomo era andato a vuoto il magistrato Giuseppe De Nozza ha autorizzato l'utilizzo di tre escavatori e di altri mezzi pesanti per la rimozione delle pietre. Ad assistere alle operazioni di recupero vi erano anche i parenti della vittima. Nella cava potrà proseguire il lavoro anche se sono state poste sotto sequestro le apparecchiature acustiche che si utilizzano quando si fanno brillare le cariche di esplosivo. Il dubbio da fugare è se Di Latte era nelle condizioni di sentire le sirene che annunciano l'imminente esplosione.

 

 

6-7-11