Lunedì 16 Ottobre 2017
Strage Viareggio. Rfi diffida un dipendente ad essere consulente familiari vittime PDF Stampa E-mail
Scritto da DirittiDistorti   
Mercoledì 06 Luglio 2011 12:58

Riccardo Antonini dipendente di Rfi (Rete ferroviaria italiana) e componente dell'Assemblea 29 giugno, sorta a Viareggio in seguito alla strage ferroviaria del 29 giugno 2009, ha ricevuto una raccomandata dall'azienda in cui gli viene comunicato che essere dipendente delle Ferrovie e consulente di parte di familiari nella strage di Viareggio lo pone «in una situazione di evidente conflitto di interessi con la Società». La vicenda viene resa nota proprio da Antonini, che ha ricevuto ieri la raccomandata dell’azienda. Nella lettera si esprime «formale censura» nei confronti del dipendente per le tesi che avrebbe esposto nel corso di un incontro pubblico e «si diffida Antonini a proseguire nell'incarico di consulente di parte», chiedendogli di cessare tale incarico entro cinque giorni. Nella lettera, il cui contenuto è stato reso noto da Antonini, le Ferrovie scrivono, tra l'altro: «Ci risulta che Lei sta prendendo parte alle operazioni peritali ed abbia già partecipato a vari incontri e riunioni». Antonini ha infatti preso parte all'incidente probatorio a Lucca il 21 aprile, poi 16, 30 e 31 maggio alle officine Lucchini di Lovere, il 7 e l'8 giugno a Viareggio, l'8 giugno a Calambrone (Li) e a Livorno, il 30 giugno ed il 1° luglio ancora a Lovere.  A questi incontri erano presenti consulenti ed avvocati del Gruppo Ferrovie dello Stato e dell'ad Mauro Moretti. «Avendone diritto sono intervenuto al pari di altri consulenti ed avvocati per chiarimenti, richieste ed osservazioni», spiega Antonini. Ma l’azienda insiste: «si aggiunge che in un incontro pubblico in data 4 giugno e che ha avuto vasta eco su molti organi di informazione Lei ha indebitamente espresso alcune considerazioni sostenendo la tesi tutta ancora da accertare di una presumibile responsabilità delle Ferrovie dello Stato nell'incidente in oggetto. Questa società oltre ad esprimere una formale censura per il comportamento da Lei tenuto è costretta a diffidarla dal proseguire nell'incarico di consulente di parte per il conflitto di interessi cessando immediatamente e comunque non oltre cinque giorni dal ricevimento della presente dall'incarico stesso dandone riscontro alla scritto alla società». Per Antonini «è pensabile e presumibile che a distanza di quattro mesi il signor Moretti attraverso i suoi fiduciari si sia reso conto che la presenza ed il contributo del sottoscritto alle udienze sull'incidente probatorio non fosse di suo gradimento. Ogni ulteriore commento è superfluo».
Essere consulente (gratuitamente) per i familiari delle vittime è semplicemente porsi dalla parte di chi ha pagato il prezzo più alto e tenacemente sta cercando la verità, significa essere lì per dare un contributo alla giustizia, quali che siano i risultati finali. Per questo appare stonato il comportamento delle Ferrovie, che se pure al momento sostenitrici di tesi diverse da quelle dei familiari delle vittime, dovrebbero essere interessate, in ogni caso, a fare luce sui fatti e a scoprire le reali responsabilità dell’accaduto. Questo nell’interesse dei viaggiatori, della loro sicurezza, e per rispetto dei 32 morti di Viareggio.

 

6-7-11