Mercoledì 13 Dicembre 2017
Fs e sicurezza. Si aprono le porte di un Intercity, risucchiato il carrello bar PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Valentini   
Giovedì 26 Novembre 2009 07:59

Ancora porte che si spalancano sui nostri treni, quando non dovrebbero. L'ultimo episodio, di cui si è venuti a conoscenza solo oggi grazie ai Ferrovieri dell'Assemblea Nazionale, è del 23 novembre e si aggiunge alla lunga serie di incidenti addebitabili alle cosiddette “porte killer”, che hanno causato anche gravi infortuni e morti. Solo nell'ultimo anno contiamo ben 14 incidenti....


Questa volta, all'apertura delle porte del treno Intercity 704 (Napoli-Venezia), fermo sulla Direttissima Roma Firenze nella galleria in prossimità di Orvieto, ad essere risucchiato e gettato sui binari è stato “solo” il carrello bar, ma al suo posto poteva esserci anche una persona. Ma vediamo la dinamica dell'incidente accaduto intorno alle ore 12. A causa del colpo di pressione determinato dal transito di un treno Eurostar Alta Velocità che procedeva in senso opposto, si sono spalancate quattro porte dell'Intercity, risucchiando sul binario il carrello bar in servizio a bordo e generando sconcerto e spavento tra i viaggiatori ed il personale.
Ovviamente sulla linea si sono accumulati ritardi a catena per tutto il pomeriggio.
“Ancora un episodio inquietante – dicono dall'Assemblea Nazionale dei Ferrovieri - causato dal malfunzionamento delle porte dei treni, che solo per fortuite circostanze non ha avuto esiti ben più gravi e che evidenzia una carenza di affidabilità e sicurezza di quel tipo di porte già responsabili di innumerevoli infortuni a viaggiatori e ferrovieri, alcuni dei quali anche mortali”.
Ma come è possibile che capitino simili incidenti nell'era dell'Alta Velocità? La risposta è semplice: su alcuni treni, quando il treno è fermo le porte non sono bloccate meccanicamente, cioè sono apribili a comando, e nel caso dell'incidente le quattro porte dell'Intercity si sono spalancate alla sollecitazione e allo spostamento d'aria dovute al passaggio di un treno veloce sul binario a fianco.
“Sui treni regionali, gli Eurostar ed altri – spiegano i ferrovieri dell'Assemblea Nazionale - dotati del sistema di sicurezza “controllo porte chiuse” dove l'apertura delle porte e il controllo della loro chiusura avviene manualmente in cabina, questo tipo di rischio viene sicuramente ridotto, anche perché a treno fermo le porte restano bloccate. Su molti treni espressi ed Intercity, invece, in assenza di questo dispositivo di sicurezza, il sistema blocca le porte solo in velocità. Perché continuano a circolare queste vere e proprie “porte Killer” le stesse che hanno ferito, mutilato e ucciso tante persone? Noi diciamo basta. Crediamo che una nuova indagine debba essere aperta in proposito e adottata una soluzione definitiva dato che l’attuale tentativo di risolvere i problemi con il cosiddetto “blocco porte temporaneo” è fallito”.

Secondo le Ferrovie, quanto accaduto ad Orvieto è invece "collegabile solo ad un intervento manuale dall'interno del treno", sulle porte.

Sull'incidente è intervenuto anche Fabrizio De Sanctis, responsabile Trasporti del Pdci: "ancora allarme sicurezza sui nostri treni. E se al posto del carrello bar ci fosse stata una persona? Poteva essere una tragedia. Il problema delle c.d. porte killer si è già manifestato più volte quest'anno: il 24 gennaio a Bologna con tre feriti, il 28 febbraio alla stazione Tiburtina a Roma con un morto, il 19 marzo a Lecce con un morto, il 26 marzo a Crotone con un ferito che ha subito l'amputazione di un arto, il 26 aprile a Latina, il 7 maggio a Bergamo, l'11 a Torino con un morto, il 28 a Roma un capotreno è rimasto intrappolato, il 4 giugno a Perugia, il 26 giugno a Torino intrappolati i pendolari, il 24 agosto a Torino con due feriti gravi e amputazioni. Anche l'incidente del 23 novembre è allarmante e testimonia ancora nell'anno di Viareggio, dei carri merci senza autorizzazione, nell'anno dei liquidi dispersi sui binari da cisterne di acido cloridrico, dei vagoni che piombano in un condominio di Milano, il fallimento delle privatizzazioni. Per tutto ciò e perché le Ferrovie facciano chiarezza anche su questo ultimo incidente siamo al fianco dei ferrovieri che sciopereranno il 12/13 dicembre prossimo anche per la sicurezza della ferrovia”. 

 

Alessandra Valentini

26-11-09