Mercoledì 13 Dicembre 2017
Strage Viareggio. Da Rfi 10 giorni di sospensione al ferroviere-consulente PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Valentini   
Venerdì 12 Agosto 2011 16:00

Si può essere ferroviere, impegnato sul fronte sindacale e della sicurezza ed essere consulente (senza percepire compenso) dei familiari delle vittime della strage ferroviaria di Viareggio e del sindacato? Per le Ferrovie sembrerebbe di no, infatti, dopo aver contestato il mese scorso al ferroviere Riccardo Antonini la condizione di consulente e le affermazioni pubbliche da egli rese in questa veste, il 5 agosto RFI (Rete Ferroviaria Italiana) gli ha comunicato la sanzione disciplinare di 10 giorni di sospensione dal lavoro e dallo stipendio.

Si tratta del provvedimento disciplinare più duro prima del licenziamento. Un provvedimento accolto con sconcerto ed indignazione dall’associazione dei familiari delle vittime, che vedono colpito – anche se determinato a rimanere al suo posto – chi, nel solo interesse della verità, ha messo a disposizioni capacità, esperienza e competenze, indispensabili in questa fase del procedimento sulla strage del 29 giugno 2009, che costò la vita a 32 persone e per la quale le Ferrovie dovrebbero desiderare la massima chiarezza. “Come ho detto fin dall'inizio di questa vicenda – commenta Antonini - concluderò il mio impegno fino al 2 novembre quando sarà concluso l'iter per l'acquisizione delle prove. Vedrò poi in quale forma continuare: certamente, la libertà d'espressione non può essere soppressa con un provvedimento di un'azienda”.

Ma per le Ferrovie dello Stato il mese di agosto è un evidentemente un mese di sanzioni, ricordiamo infatti il precedente del “licenziamento di Ferragosto” ai danni del macchinista e Rls Dante De Angelis, che ricevette la lettera di licenziamento a metà agosto 2008. Anche in quel caso vicende legate alla sicurezza di viaggiatori e lavoratori, al diritto di parola e di opinione, vicende che si conclusero al Tribunale del Lavoro con il reintegro del macchinista.

Per Riccardo Antonini, ferroviere viareggino e componente dell’Associazione 29 giugno di Viareggio, il ruolo di consulente rappresenta un impegno civile ma – crediamo – anche un impegno morale verso il suo lavoro di ferroviere, verso la sua Viareggio squarciata dal dolore, verso le vittime. In un lettera pubblicata in rete Riccardo espone il suo pensiero, in un momento che si può immaginare non facile: “Intendo continuare ad essere uomo libero anche come dipendente delle ferrovie. Questi dirigenti Fs (tra cui il firmatario delle missive) non si rendono conto della gravità di quanto stanno facendo nei miei confronti e soprattutto di cosa sia accaduto a Viareggio il 29 giugno 2009: 32 vittime, feriti gravissimi, sopravvissuti, superstiti che sul corpo e nell’anima ne porteranno i segni per tutta la vita, una parte della città totalmente distrutta”.

L’Associazione 29 giugno parla di “un provvedimento disciplinare annunciato da oltre un mese, dopo diffida, censura, contestazione . Avevano predisposto e preparato il terreno per il licenziamento ma, al momento, hanno pensato bene di fare retro-front”.

 

 

 

Alessandra Valentini

 

12-8-11