Mercoledì 13 Dicembre 2017
Il coraggio della Cgil e il Signor Tentenna PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Valentini   
Sabato 27 Agosto 2011 06:15

Di Alessandra Valentini - “Siamo e saremo in piazza in tutte le manifestazioni contro la manovra”, quindi, aggiunge Bersani, tra le righe, parteciperemo anche (chi sì chi no) allo sciopero generale del 6 settembre.

Così il leader del Pd ha cercato di barcamenarsi rispetto all’accoglienza fredda, se non addirittura contraria (come si legge in un documento di una parte del Pd), che il suo partito ha riservato alla Cgil di Susanna Camusso dopo la proclamazione dello sciopero generale contro la manovra. Un atto coraggioso, forte, adeguato alla gravità della situazione  e di una manovra economica inadeguata a risolvere i problemi del Paese, che ancora una volta non fa pagare chi può e chi deve pagare e pensa, invece, a chiedere sacrifici non solo alle tasche dei lavoratori ma anche ai loro diritti, mettendo in discussione addirittura l’accordo del 28 giugno scorso. Accordo con il quale la Cgil, pur sacrificando qualcosa, aveva puntato a recuperare il dialogo tra le parti sociali e a ritrovare un’unità sindacale di certo importante ed utile in un momento di crisi. Ma quei sacrifici e quel senso di responsabilità non sono stati sufficienti ad evitare l’ennesimo schiaffo in faccia a lavoratori dipendenti, giovani, pensionati. Da qui la risposta della Cgil, risposta proporzionata alle aggressioni della politica economica del governo. Contro questa politica sono state presentate dal più grande sindacato italiano una serie di misure che costruiscono una vera e propria contromanovra ed è stato indetto lo sciopero generale.
Così il sindacato, ma la politica che fa? Il più grande partito di opposizione sembra un Signor Tentenna, che si affanna in un agosto evidentemente troppo caldo  per dare la spallata al governo e con Bersani, che parla di generiche manifestazioni cui egli ed il suo partito parteciperanno: ma non dovrebbe essere proprio il Pd ed il resto dell’opposizione ad indire le manifestazioni? Ci è sfuggito qualcosa? Ma non ha anche il Pd presentato una sua contromanovra, attraverso gli emendamenti? E in che modo pensa di darle forza e gambe, se non aderendo con convinzione e partecipazione allo sciopero generale? Invece assistiamo a balbettii, a frasi del tipo “il sindacato ha la sua autonomia e quindi ha diritto di indire lo sciopero”, bè, ci sarebbe mancato che fosse il contrario! E questa è la posizione di chi si è trattenuto dal bocciare direttamente lo sciopero. Ma come può il più grande partito del centrosinistra non sostenere lo sciopero proclamato dal più grande sindacato dei lavoratori? Forse sarebbe giunta l’ora del coraggio politico e non delle indecisioni e delle inspiegabili acrobazie dialettiche.

 

27-08-2011