Mercoledì 13 Dicembre 2017
Flai-Cgil con il Sindacato di Strada in Sicilia fra i lavoratori PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Valentini   
Giovedì 29 Settembre 2011 10:52

Prosegue il viaggio fra i lavoratori della Flai Cgil con il Sindacato di Strada. Un’iniziativa di tre giorni che quest’anno è alla sua terza edizione che, dopo la Puglia e la Campania, tocca questa volta la Sicilia, regione ricca dal punto di vista agricolo, terra di produzioni di eccellenza (come gli ormai famosi pomodori pachino).

Ma a questa realtà si incrocia quella dello sfruttamento, del lavoro nero, le difficoltà di chi è senza tutele e diritti. E proprio fra i lavoratori la Flai e il Sindacato di Strada lavorano, per dar loro voce e supporto. Così per la delegazione del sindacato questa mattina la sveglia è suonata all’alba, per poter essere alle 5 ad Ispica e Pachino, nelle piazze, negli slarghi dove ogni giorno si riuniscono i lavoratori, per lo più provenienti dalla Tunisia, ma anche dagli altri stati del Magreb e dalla Romania, nella speranza di essere chiamati dai “caporali” per una giornata di lavoro. Un lavoro massacrante e mal pagato nei campi ma fortemente agognato, perché non tutti i giorni si lavora, due giornate a settimana sono già una fortuna e con l’arrivo dell’inverno la situazione peggiora. In una guerra tra poveri, chi viene chiamato dal caporale poi può sperare, nel migliore dei casi, in una paga di 40 euro. Sempre che si abbia il permesso di soggiorno! Per gli irregolari, ovviamente, non c’è la possibilità di chiedere né pretendere nulla. Per i lavoratori l’unico soggetto a cui rivolgersi spesso è proprio il sindacato, che fornisce assistenza, informazioni ed aiuto per le richieste di permesso di soggiorno, per l’iscrizione al collocamento, per sapere quali sono i diritti di chi lavora nel nostro paese e come farli valere, anche solo per avere un aiuto, visto che le condizioni di vita sono spesso drammatiche.
Salvatore Tripi, segretario generale Flai Sicilia ha sottolineato l’importanza della presenza del sindacato “proprio lì dove sono i lavoratori, soprattutto immigrati che sono risorsa importante per il settore agricolo siciliano. Anche per loro abbiamo proposto un codice etico contro il caporalato in agricoltura, una carta di impegni morali per il rispetto dei contratti e delle leggi sul lavoro”.

 

V.V.

 

29-09-2011