TK e Eternit. Il 10 dicembre a Torino con la Rete Nazionale per la Sicurezza nei Luoghi di Lavoro Stampa
Scritto da DirittiDistorti   
Domenica 06 Dicembre 2009 00:00

In seguito alla drammatica vicenda dei 7 operai e amici morti alla ThyssenKrupp del 6 dicembre 2007 lo sdegno e la rabbia iniziali si sono via via tramutati in chi è rimasto coinvolto in quella assurda (perché evitabile) e terribile tragedia in due tipi di reazioni:
una parte subito o col passare del tempo ha preferito defilarsi senza assumersi alcun impegno civile e morale....

In altri invece ha fatto scaturire una volontà di contrastare questa inaccettabile ingiustizia e ci ha spinto, dopo un’attenta e partecipata riflessione, a costituire un’associazione chiamata Legami d’Acciaio onlus (sito internet http://www.legamidacciaio.it) che raccoglie ex lavoratori e familiari delle vittime della TK di Torino, nata per promuovere e sensibilizzare l’opinione pubblica per quanto riguarda il tema della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro, tema quanto mai delicato e sempre attuale visto lo stillicidio quotidiano di morti per lavoro e malattie professionali in questo paese, une vera e propria guerra non dichiarata dal capitale contro i lavoratori tanto da assumere il carattere di una vera e propria emergenza sociale per le conseguenze drammatiche che provoca nel tessuto sociale con morti, infortuni gravi, menomazioni fisiche e psichiche permanenti, malattie professionali, esposizioni a sostanze nocive, morti in itinere, generale insicurezza del lavoro, troppo spesso precario e insicuro, che diviene poi insicurezza sociale nella vita quotidiana.
Da quel 6 dicembre è iniziato un crescente impegno di partecipazione ma anche di organizzazione e sostegno di eventi incentrati sul tema della sicurezza sul lavoro non perché venga richiesta come una concessione ma perché venga pretesa come sancito dalle leggi in materia di sicurezza e come componente centrale della dignità per ogni lavoratore e lavoratrice in questo Paese e che ogni azienda dovrebbe essere costretta a rispettare.
Siamo intervenuti o abbiamo allacciato contatti con altri luoghi d’Italia dove sono avvenuti casi di morti sul lavoro ugualmente tragici come il nostro (se non per differenze numeriche dei coinvolti) per portare la nostra solidarietà e vicinanza ed abbiamo in questo modo costruito una grande rete di contatti con altre vicende analoghe (Truck Center di Molfetta attraverso i contatti con l’Ass. Culturale Linea 5, Porto Marghera partecipando ai funerali dei 3 operai asfissiati da esalazioni mortali nella stiva di una nave da carico piena di cereali nel tentativo di soccorrersi l’un l’altro, Mulino Cordero di Fossano, 5 morti in seguito all’esplosione di un mulino, Casale Monferrato e le migliaia di morti per mesotelioma pleurico derivanti dall’esposizione all’amianto, ILVA di Taranto, record di morti sul lavoro in Europa e da inquinamento ambientale, Comitato Giuseppe Coletti di Campello sul Clitunno (PG) fondato dalla sorella di G. Coletti, uno dei 4 operai morti in quella esplosione, l’Ass. Ruggero Toffolutti di Piombino, fondata dalla madre di R. Toffolutti, morto alla Magona di Piombino ora Arcelor Mittal ed altre realtà in tutta Italia) e organizzato e promosso iniziative fino ad aderire, forti di questi legami venutisi a creare, ad un organismo orizzontale chiamato Rete Nazionale per la Sicurezza nei Luoghi di Lavoro di cui fanno parte diversi soggetti quali associazioni di familiari delle vittime (compresa Legami d’Acciaio onlus), sindacalisti confederali e di base, politici, rls, rsu, sinceri democratici, tecnici della prevenzione, ispettori del lavoro, giornalisti, giuristi, medici, artisti ecc., tutti però uniti dal tema comune della difesa dei diritti dei lavoratori, ognuno nella propria specificità ma inseriti ciascuno in un contesto più ampio, quello della Rete per la Sicurezza appunto.
I due momenti più importanti di mobilitazione organizzati dalla Rete fin dalla sua nascita (ottobre 2007) sono stati, oltre le miriadi di iniziative realizzate e promosse da tutte le realtà aderenti alla Rete nei propri ambiti geografici, le due manifestazioni nazionali il 6 dicembre 2008 a Torino ad un anno dalla strage per non dimenticare la tragedia ThyssenKrupp (circa 5000 presenze come organizzazioni e singoli cittadini) e il 18 aprile 2009 a Taranto per denunciare con forza i morti sul lavoro e il devasto ambientale perpetrati dall’ILVA di padron Riva con 8000 persone giunte da ogni angolo del Paese, noi compresi.
L’aspetto più importante della Rete è quello di creare sane contraddizioni nelle rispettive organizzazioni di appartenenza dei singoli che vi aderiscono, per spingere la parte sana di queste ultime a mobilitarsi su questo importante tema e aprire un serio dibattito che vada oltre il solo aspetto della denuncia, che è solo un primo passo: quello che deve seguire alla denuncia è l’analisi concreta e poi la prospettiva che ci si vuol dare per raggiungere un obiettivo tangibile, che parte sempre dalla mobilitazione dal basso, dai lavoratori e dai familiari in primis, per ridare loro voce e dignità sempre più spesso negate o delegate invano ad altri.
Il 10 dicembre la Rete Nazionale per la Sicurezza nei Luoghi di Lavoro, di cui Legami d’Acciaio fa parte, ha organizzato davanti al Palagiustizia di Torino una Manifestazione Nazionale in concomitanza con l’inizio del processo Eternit, la più grande vicenda processuale mai costituita in Europa per le morti da mesotelioma pleurico derivate dall’esposizione all’amianto, un’occasione per legare con un filo rosso le due vicende processuali riguardanti morti sul lavoro e per malattie professionali più importanti in Italia e non solo, per rilanciare con forza il tema della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro e per dare voce ai lavoratori e ai familiari delle vittime attraverso una piattaforma che prevede l’elezione diretta e più poteri decisionali e non solo consultivi per gli rls, la creazione postazioni ispettive interne ai luoghi di lavoro gestite dai lavoratori, corsie preferenziali per i processi per i morti sul lavoro, riconoscimento e sostegno ai familiari delle vittime ed alle associazioni da loro create.
Al cordoglio, alla denuncia e ai buoni propositi enunciati dopo ogni morto sul lavoro deve necessariamente seguire un’azione di mobilitazione per creare dibattito e confronto ma anche impegno concreto su questo terreno.
Invitiamo quindi tutti a partecipare numerosi alla manifestazione ed a stringersi
solidali attorno ai lavoratori ed alle loro famiglie in questa legittima e doverosa battaglia di rivendicazione di un diritto, quello al lavoro dignitoso, sicuro e giustamente retribuito, che appartiene a noi tutti nessuno escluso.


Mirko Pusceddu (per l’Associazione Legami d’Acciaio)


7-12-09