Mercoledì 22 Novembre 2017
Wagon Lits. A Roma i lavoratori chiedono una firma a sostegno della loro lotta PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Valentini   
Venerdì 30 Dicembre 2011 17:21

Non c’è Natale e non c’è Capodanno per i lavoratori dei treni notte licenziati dal 12 dicembre e che da allora protestano in tutta Italia.

sui tetti e nelle stazioni, da Napoli a Torino, a Milano per far sentire la loro voce, i loro problemi di lavoratori licenziati, ma anche per evidenziare un problema che riguarda tutta l’Italia. Sì perché il fatto che il servizio dei treni notte è stato cancellato brutalmente dalle Ferrovie dello Stato è una questione che riguarda tutti gli italiani, in particolar modo quelli che pagano le tasse e contribuiscono agli oltre 6 miliardi di euro che lo Stato versa alle FS per garantire un servizio universale e accessibile a tutti, come era quello dei treni notte, che collegavano in Nord e il Sud del Paese, e lo facevano ad un prezzo accessibile alle persone normali, quelle che - se va bene - vivono di stipendio e non possono comprarsi i BOT. Quelli che usano il treno per andare a lavoro e che per fare lunghi viaggi non possono prendere le varie Frecce che tanto piacciono all’a.d. delle Ferrovie, Mauro Moretti.

Questo pomeriggio (ma anche il 31 e il 1° gennaio) i ferrovieri ex Wagon Lits hanno manifestato alla Stazione Termini a Roma, hanno informato i passanti sulla loro vertenza e hanno chiesto una firma per chiedere allo Stato e a Trenitalia di ripristinare i collegamenti Nord-Sud e riassumere il personale. Si tratta di 800 lavoratori utilizzati nelle attività di accompagnamento sui treni notturni e nella manutenzione delle carrozze. I lavoratori chiedono che lo Stato “ripristini i collegamenti Nord-Sud del servizio universale di cui il Paese ha bisogno” e che siano “riassorbiti all’interno del Gruppo Fs i lavoratori che da anni sono inseriti nel contesto produttivo ferroviario di Trenitalia”. In molti, pur in una giornata dedicata a spostamenti ed acquisti, si sono fermati per sottoscrivere l’appello; in molti hanno ascoltato le ragioni dei lavoratori condividendo la necessità di far camminare anche i treni che non fanno parte dell’Alta Velocità.

 

 

Alessandra Valentini

 

30-12-11

 

FOTO DIRITTI DISTORTI