Giovedì 23 Novembre 2017
Una domenica italiana: la partita di pallone e gli operai in protesta PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Valentini   
Domenica 22 Gennaio 2012 16:42

Anche il rito italiano per eccellenza, quello della partita della domenica, ieri ha rischiato di fermarsi davanti al dramma del lavoro, ai tagli che molte aziende nel nostro Paese stanno vivendo. È infatti partita con 30 minuti di ritardo la partita Cagliari-Fiorentina, a protestare questa volta non sono stati i giocatori (lavoratori di serie A, almeno per quanto riguarda i guadagni) ma 300 operai dell’Alcoa, che dopo aver raggiunto Cagliari hanno “assediato” l’hotel in cui si trovavano i giocatori della Fiorentina.

Una mobilitazione che intendeva dare rilevanza nazionale alla vertenza che riguarda la decisione della multinazionale Usa di chiudere lo stabilimento di Portovesme (Carbonia-Iglesias), dove si produce alluminio. I lavoratori stanno protestando da settimane per chiedere la continuità produttiva del sito che riveste una grane importanza per l’area del Sulcis iglesiente e per tutta la Sardegna, Sono 500 i dipendenti che rischiano il posto, più un altissimo numero di lavoratori dell’indotto (più di 300 dipendenti di imprese appaltatrici, senza contare gli autotrasportatori che riforniscono lo stabilimento, la vicina centrale Enel che destina il 70% dell'energia prodotta al funzionamento degli impianti, il porto che vede gran parte della sua attività legata alle navi che arrivano portando l'allumina e ripartono con l’alluminio).
"La nostra protesta va avanti senza soste - afferma il segretario della Fiom Cgil Franco Bardi - La nostra situazione è preoccupante e rischia di degenerare ogni giorno che passa. E’ necessario che tutti siano consapevoli di quello che sta succedendo nel Sulcis Iglesiente. La chiusura dello stabilimento di Portovesme è un danno per l'economia dell'intero paese e noi non possiamo accettarlo”.


V.V.

23-01-2012