Domenica 17 Dicembre 2017
Natale operaio, fra solidarietà e proteste PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Valentini   
Lunedì 21 Dicembre 2009 13:00

 

Fra l'euforia delle feste, con gli studenti in vacanza, il caos dei regali, i preparativi per cene e cenoni, si avvicina anche questo Natale, che però sarà diverso dal solito per molti. Lo sarà per tutti quegli italiani che si sentono ripetere che da noi la crisi non c'è, ma intanto la disoccupazione cresce; lo sarà per i giovani precari, che tanto giovani non lo sono più, ma precari lo sono sempre; ....


lo sarà per tutti quei lavoratori per cui la cassa integrazione non è più straordinaria, è ormai la quotidianità; lo sarà per molti che hanno perso il lavoro e che con un pò di imbarazzo vanno a prendere i pacchi di viveri nei centri Caritas.
Ma il Natale più strano rischiano di passarlo i 4 operai della Yamaha che da quasi una settimana sono in presidio permanente sul tetto dello stabilimento di Lesmo, proprio mentre in Brianza si attende la neve. La protesta nasce dalla decisione della casa giapponese (che intanto in queste ore si prepara a rinnovare il contratto del pluricampione Valentino Rossi) di chiudere la fabbrica di Lesmo per spostare la produzione in Spagna. Questo significa il taglio di 66 posti di lavoro. Per scongiurare ciò gli operai hanno chiesto la cassa integrazione e portano avanti la protesta dal tetto e davanti i cancelli dello stabilimento, nonostante i 10 gradi sotto zero raggiunti in questi giorni.
Si cambia azienda, si scende un pò più a sud ma la situazione è la stessa: ancora operai che per far sentire la propria voce salgono sul tetto, questa volta si tratta di quello del comune di Pomigliano e a protestare sono i dipendeti dello stabilimento campano della Fiat, che non hanno ancora avuto il rinnovo dei contratti in scadenza tra dicembre e marzo ed inoltre, in quanto precari, non beneficiano degli ammortizzatori socilai e da un giorno all'altro possono trovarsi senza lavoro. Ci sono poi i lavoratori Fiat di Termini Imerese per cui arriva un'altra settimana di cassa integrazione e che si preparano il 22 dicembre ad incontrare l'azienda a Roma per ribadire la volontà di tornare a lavorare e di difendere i 900 posti a rischio. Per il giorno dell'antivigilia è prevista invece nella capitale la manifestazione dei circa 430 dipendenti della Agile di Pregnana Milanese, senza stipendio da luglio. Intanto i 3.200 della Merloni in cigs da ottobre 2008 chiedono all'Inps l'anticipo dell'assegno di dicembre, "almeno per un pò di spesa e di regali".
Ecco il Natale che si prospetta per questi lavoratori e tanti altri. Ma si sa, in questo paese di santi, poeti e navigatori, quando le difficoltà sembrano insormonatbili e le istituzioni sono assenti, entra in campo la solidarietà e l'ingegno. Così a Brescia gli operai riportano in auge il mutuo soccorso e in Emilia prolificano i fondi istituiti dagli stessi lavoratori per aiutare i colleghi in cassa integrazione o licenziati. A Reggio, alla Spx, azienda di macchinari che ha licenziato 60 dipendenti su 210, chi ha mantenuto il lavoro versa un quinto del proprio stipendio ai lavoratori che rimangono a turno in presidio,  e poi, da bravi emiliani, tutti insieme il sabato sera si organizza la sagra del tortellino per auto-finanziarsi.
E allora a tutti i lavoratori buon Natale di lotta e solidarietà!

Valentina Valentini

21-12-2009