Mercoledì 13 Dicembre 2017
Fs ricorrono in appello contro reintegro macchinista De Angelis. Il 6 udienza conclusiva PDF Stampa E-mail
Scritto da DirittiDistorti   
Mercoledì 01 Febbraio 2012 08:43

Le Ferrovie non demordono e, dopo aver perso davanti al Tribunale del Lavoro di Roma, all'indomani della sentenza che reintegrava al posto di lavoro il macchinista e Rappresentate dei lavoratori per la sicurezza Dante De Angelis, presentavano ricorso presso la Corte d'Appello. Per gli avvocati delle ferrovie e quindi per l'azienda De Angelis doveva essere licenziato per le dichiarazioni rese all'indomani degli spezzamenti che hanno riguardato due Eurostar nel luglio 2008.

Il prossimo 6 febbraio si terrà l'udienza conclusiva in Corte d'Appello, il Collegio designato a decidere sulla causa, lo scorso novembre, aveva invitato le parti a trovare un accordo. Richiesta che appare singolare visto che una delle parti, in questo caso il lavoratore, aveva in tasca una sentenza favorevole del Tribunale del Lavoro di Roma di reintegro sul posto di lavoro (ottobre 2009), cioè una vittoria senza se e senza ma.

In questi giorni gli avvocati delle Ferrovie, non soddisfatti dalla sentenza del Tribunale del lavoro, hanno presentato la loro ipotesi transattiva, nella quale si propongono 10 giorni di sospensione per il lavoratore, più un testo che lo stesso lavoratore dovrebbe sottoscrivere e che è una smentita totale delle dichiarazioni sostenute dallo stesso nel luglio 2008, ma anche una ricostruzione affatto esaustiva sulle possibili cause degli spezzamenti.

Più che una ipotesi transattiva appare un vero paradosso: infatti chi è che scambierebbe una sentenza di primo grado totalmente favorevole con 10 giorni di sospensione e una dichiarazione piena di affermazioni dalla dubbia autenticità? Le Ferrovie al momento sono la parte che ha perso e non si spiega la abnormità di una simile richiesta che tutto è tranne che conciliativa. Un ennesimo atto di arroganza contro un lavoratore che da sempre intende occuparsi di sicurezza? Un tentativo di impressionare l'opinione pubblica?

Questo tanto per stare alla "forma", comunque fondamentale. Per il merito poi la vicenda è ancor più interessante e complessa, anche se già ampiamente dibattuta in primo grado, quando il giudice Conte definì lecite le ipotesi del lavoratore e Rls in merito agli incidenti anche perché "la sicurezza dell'esercizio ferroviario è questione di pubblico rilevantissimo interesse" (SENTENZA DEL TRIBUNALE DEL LAVORO).

Ma c'è di più, dopo il licenziamento di Ferragosto ai danni del De Angelis ci fu un altro grave episodio che riguardò lo spezzamento dell'Eurostar ES 9456 ad Anagni, solo per caso e per fortuna nessuno transitava tra la 6° e la 7° carrozza, altrimenti staremmo a parlare di altro e a celebrare altri processi. Ripartendo dal posto di manovra il treno "subiva la rottura del tenditore tra la sesta e la settima carrozza, con conseguente spezzamento del treno in due tronconi" (Relazione ministero dei trasporti). In questa occasione la rottura avvenne con 170 viaggiatori a bordo, circostanza che a luglio 2008 le Ferrovie avevano definito impossibile da verificarsi. La Commissione ministeriale insediatasi per l'incidente di Anagni suggerì a Trenitalia di effettuare "un programma di monitoraggio sullo stato di tutti i tenditori in uso nelle composizioni di convoglio Etr 500", facendo proprie le preoccupazioni espresse da De Angelis nel luglio 2008. Ma anche su un altro punto l'indagine ministeriale concorda con il macchinista licenziato e reintegrato, là dove si fa riferimento all'errore umano nel causare la rottura: "NON SI RITIENE che lo spezzamento del treno sia stato causato da errori o negligenze del personale di condotta che ha operato nell'ambito delle funzionalità delle apparecchiature (...). Il problema dell'avvenuto spezzamento non è pertanto da ricercare nella effettuazione di errori di manovra (...), ma nella logica stessa di sistema ed anche nelle caratteristiche tecniche del pezzo che si è rotto".

Ebbene, anche alla luce di tali risultanze del 2009 è singolare, inappropriata e fuori tempo la dichiarazione oggi proposta dalle Ferrovie per De Angelis, al quale si vorrebbe far dire che erano errate le sue dichiarazioni relative allo stato di manutenzione ed usura dei materiali rotabili. Infatti, come si legge ancora nel suddetto atto, “(…) la Commissione ha rilevato, oltre alle criticità relative al pezzo che ha subito la rottura, alcune criticità che possono riferirsi alla logica del sistema”; ed ancora “(...) Tale criticità della logica di sistema era ben nota a Trenitalia, come si desume dalla copia del contratto che Trenitalia stessa ha sottoscritto in data 16.12.2008 (rubricato con n° 24101) con il Consorzio Trevi per l'esecuzione di modifiche funzionali sulle locomotive ETR 500 Plt presumibilmente per risolvere le criticità emerse nei precedenti spezzamenti del 14 e 22 luglio 2008, presso la stazione di Milano C.le sulla medesima tipologia di treni”.

Forse si potrebbe obiettare che le Fs si riferiscono ai fatti del 2008 e la Relazione del Ministero a fatti del 2009, ma essi richiamano esplicitamente quei guasti e quelle circostante sulle quali, oggi, si chiede a De Angelis di intervenire negando fatti all'evidenza di tutti e agli atti.

Tutta la storia del licenziamento (il secondo) e del reintegro di Dante De Angelis assume contorni che esulano il diritto del lavoro, sia per il merito della vicenda nella quale sono in gioco la sicurezza di chi viaggia e di chi lavora ed il diritto di parola e critica sancito dalla Costituzione, sia per quello che ci appare un vero accanimento da parte delle Ferrovie dello Stato, anzi Ferrovie dello Stato Italiane, che potrebbero indirizzare meglio tempo e risorse.

Ora la parola passerà alla Corte d’Appello, l’appuntamento è per lunedì 6 febbraio a Roma.

 

Alessandra Valentini

 

1-2-12