Mercoledì 18 Ottobre 2017
Vogliono smantellare i controlli sulla sicurezza? PDF Stampa E-mail
Scritto da DirittiDistorti   
Martedì 28 Febbraio 2012 10:48

Nonostante l’anno scorso ci sia stato un aumento delle morti per infortuni sui luoghi di lavoro di oltre l’11% si vogliono smantellare i controlli nelle aziende con una semplice autocertificazione. Nel decreto legge 5/2012 nell’articolo 14, si legge: “Soppressione o riduzione dei controlli sulle imprese in possesso della certificazione del sistema di gestione della qualità (UNI ISO-9001) o altra appropriata certificazione emessa, a fronte di norme armonizzate”.

Cosa vuol dire? Una semplice certificazione di un ente esterno che certifica l’ ISO 9001 potrebbe bastare per non avere in sostanza verifiche in azienda. L’azienda dove  lavoravo come responsabile della Qualità era certificata con l’ISO 9001 e ricordo che la certificazione veniva fatta da un ente che era pagato dall’azienda stessa. Il “controllato” pagava il servizio al “controllore”. E credo che anche addesso funzioni così.  Ma questi enti che sono eccessivamente costosi, se si assumeranno la responsabilità sulla Sicurezza nei luoghi di lavoro, faranno lievitare i prezzi della certificazione a prezzi stratosferici se faranno le cose necessarie: ma penso piuttosto che chiuderanno un occhio per non creare beghe all’azienda che gli dà il lavoro. E i lavoratori responsabile della Sicurezza non si assumeranno nessuna responsabilità se sono esterni pagati dall'azienda stessa a certificare.  Sui morti sul lavoro, si continua purtroppo a fare della grande confusione. Questo succede soprattutto perchè nelle statistiche ufficiali non si separano i morti sui luoghi di lavoro da quelli in itinere, molti morti in “nero” non vengono conteggiati, come non vengono conteggiate tra le vittime gli anziani agricoltori schiacciati dal trattore, che ricordiamo, sono intorno al 20% di tutti i morti sui luoghi di lavoro.  I morti sui luoghi di lavoro nel 2011 sono stati 286 al nord con 46,65% sul totale in Italia, 156 al centro con il 25,4% sul totale e 170 al sud comprese le isole con il 27,7% sul totale. Occorre ricordare che essendo oltre il 60% delle mortisui luoghi di lavoro tra edili e agricoltori, il livello d’industrializzazione non ha praticamente nessun valore statistico, l’unico parametro valido è il numero dei morti in rapporto agli abitanti. Solo così è possibile valutare il livello di “virtuosità” di una provincia o di una regione. Gli edili e gli agricoltori ci sono in eguale misura in tutte le regioni italiane, e il nord, che ha un pessimo andamento su qusto fronte, non può trovare scuse che giustifichino tanti poveri lavoratori morti sul lavoro. Nel 2011 ci sono stati 663 morti sui luoghi di lavoro e 1170 se si aggiungono i lavoratori morti sulle strade e in itinere. dall'1 gennaio 2012 ci sono già stati 69 morti sui luoghi di lavoro eoltre 130 se si aggiungono i morti sulle strade e in itinere.

Carlo Soricelli, Osservatorio Indipendente di Bologna morti per infortuni sul lavoro  http://cadutisullavoro.blogspot.com

 

28-02-2012