Mercoledì 18 Ottobre 2017
Morte operaio travolto da treno. Per Gup responsabili Rfi e Metropolitana Milanese, 5 rinvii a giudizio PDF Stampa E-mail
Scritto da DirittiDistorti   
Lunedì 12 Marzo 2012 12:56

Anche Rete Ferroviaria Italiana e Metropolitana Milanese devono rispondere per la morte di Carlo Pistoni, 56 anni, l'operaio investito da un treno nel cantiere per la costruzione della fermata Rho-Pero il 6 marzo 2008.

Lo ha stabilito il Gup di Milano Andrea Salemme che, in un procedimento che si può definire 'pilota' in relazione alla legge 231 sulla responsabilità amministrativa delle società per i reati commessi dai propri dipendenti, ha bocciato un'istanza delle difese delle due aziende. ''Il decreto legislativo 231 del 2001, ben lungi dall'essere contrario alla Costituzione, rappresenta -per il Gup- un portato letteralmente ineliminabile della tutela dei diritti inviolabili dell'uomo: tale perché, al limite, si potrebbe ragionare dell'illegittimità costituzionale non di esso, ma dell'atto che lo abrogasse''.

I legali, infatti, avevano sollevato un'eccezione di costituzionalità del decreto che ha introdotto la responsabilità penale degli enti per i reati commessi a loro vantaggio o nel loro interesse dai propri dipendenti, nella parte in cui ha esteso tale responsabilità anche ai delitti di omicidio colposo e di lesioni colpose con violazione delle norme antinfortunistiche.

Secondo l'ordinanza del Gup, perché ci sia un vantaggio o un interesse dell'ente (e dunque la violazione del decreto) ''non occorre che l'autore delle fattispecie colpose di omicidio o lesioni abbia voluto cagionare la morte o la lesione del lavoratore: richiederlo sarebbe assurdo; ne' occorre che la morte o le lesioni costituiscano di per se' un interesse o un vantaggio per l'azienda: richiederlo sarebbe ancora più assurdo. ''Occorre, invece, che detto autore abbia violato, consapevole di farlo, le norme di sicurezza e, in tal guisa, cagionato la morte o le lesioni per la necessità di contenere i costi produttivi, o di risparmiare sulle misure di sicurezza, o accelerare i tempi o i ritmi di lavoro, o aumentare la produttività, o, puramente e semplicemente, aderire a una certa politica aziendale, fatta di omissioni di investimenti in punto di sicurezza''.

L'estensione 'impugnata' dalle difese, è entrata in vigore per volonta' dell'Unione europea sei anni dopo l'introduzione del decreto, con la legge 123 del 3 agosto 2007.

Il Gup ha rigettato l'eccezione e ha rinviato tutti gli imputati a giudizio: cinque persone fisiche che avevano compiti di responsabilità in materia di sicurezza sul cantiere per cooperazione in omicidio colposo e le società.

Il processo inizierà il 18 maggio.

 

12-3-12