Giovedì 25 Maggio 2017
Contro il gigante della mafia il coraggio di tanti piccoli eroi PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Valentini   
Mercoledì 23 Maggio 2012 10:04

Il 23 maggio di 20 anni fa il magistrato Giovanni Falcone moriva in un attentato mafioso insieme alla moglie, Francesca Morvillo, e agli uomini della sua scorta. 57 giorni dopo muore il collega ed amico Paolo Borsellino, anch’egli vittima, insieme alla scorta, di un’auto bomba.

 Di questi uomini e del loro impegno contro la mafia molto è stato detto, ma non tutto, qualcosa è stato fatto, ma è ancora troppo poco. Quando si parla di mafia si parla di criminalità organizzata, eppure questa definizione appare riduttiva.

La mafia è l’azienda italiana col maggiore fatturato; è un sistema di valori, anzi di disvalori; uno Stato nello Stato, ad esso parallelo e a volte convergente; è un’organizzazione basata sul rispetto, dicono, invece è paura; una grande macchina mediatica che mira ad uccidere le menti (i corpi, ahimè, li uccidono con estrema facilità).

La mafia insomma è un grande gigante che noi crediamo, ne siamo convinti, può essere sconfitto da tanti piccoli "Davide". Può essere sconfitto dalla voce di chi non tace; dallo sguardo di chi non si copre gli occhi; dai sorrisi dei ragazzi che scendono in piazza; dalle lacrime di chi piange i propri morti; dalla “normalità” di chi, ogni giorno, tutti i giorni, sceglie di vivere nella legalità; dalla fede sincera, non quella dei boss che tapezzano i bunker di crocifissi; dalla libertà di pensiero di associazioni come "Libera"; dalla rettitudine di chi fa con onestà ed amore il proprio lavoro; dall’impegno di chi si unisce, per contare di più; dal coraggio di donne e uomini che, come Falcone e Borsellino, rischiano la propria vita perché credono in una vita migliore.

 

Valentina Valentini

 

23-05-2012