Domenica 17 Dicembre 2017
Vergognosi atti di violenza omofoba. Venerdì in piazza contro le discriminazioni PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Valentini   
Venerdì 15 Giugno 2012 13:39

Sembra incredibile l’impennata di violenza contro il mondo omosessuale che si sta verificando in questi giorni. L’ultimo episodio riguarda un giovane volontario di Arcigay, di soli 20 anni, aggredito da un uomo di nazionalità rumena, che ha provato ad abusare di lui e lo ha ferito al volto con una bottiglia rotta.

 

Negli ultimi giorni sono stati numerosi gli episodi di violenza omofoba nella provincia di Roma. In poche ore ad Ardea una trans è stata minacciata ed offesa, due ragazze omosessuali sono state insultate ed aggredite a Velletri e a Roma è stato preso a sassate Guido Allegrezza, noto attivista gay della capitale.

“Un'escalation - secondo il portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo - alla quale serve una risposta forte e questa risposta può essere solo una norma contro la violenza omofoba che le persone lesbiche, gay e trans attendono da troppo tempo”.

 

Ma la risposta deve venire anche dalla società civile che venerdì 22 deve essere in piazza alla manifestazione organizzata dal coordinamento Arcobaleno (Arcigay Roma, Arcilesbica Roma, Azione Trans, D Gay Project, Gay Center e Gay Lib) contro le aggressioni omofobe, a cui sarà presente anche Guido Allegrezza, con grande coraggio e determinazione. Bisogna essere in piazza anche il 23 giugno per il Roma Pride, per chiedere l’intervento delle istituzioni e per portare avanti una battaglia culturale e di civiltà contro frange della società che nel proprio vocabolario hanno la parola “frocio” ma non le parole “tolleranza”, “libertà”, “diritti”. Le violenze ingiustificate e ingiustificabili di questi giorni fanno fare all’Italia cento passi indietro, soprusi e fenomeni di intolleranza di questo genere non possono essere tollerati in una società civile.

 

Violenza ed ignoranza vanno di pari passo e trovano nel mondo gay un bersaglio fin troppo facile, per questo non dobbiamo lasciare solo chi è vittima di discriminazione per la propria identità sessuale, dobbiamo essere in piazza venerdì per dire che non ci deve essere paura né vergogna nell’amare chi si vuole. Essere omosessuale deve smettere di dover essere una crociata, una battaglia, una cosa da nascondere o sbandierare, oggetto di scherno o di gossip. Sembra sempre più una chimera un mondo in cui non si debba aver paura di essere picchiati ed insultati per un bacio a una persona del proprio stesso sesso, un mondo in cui non ci sarà più bisogno di Gay Pride, ma l’orgoglio sarà solo quello di essere semplicemente noi stessi, tutti diversi.

 

Valentina Valentini

 

15-06-2012