Mercoledì 22 Novembre 2017
Chiude il mensile di Emergency. La solidarietà e l'arrivederci di DirittiDistorti PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Valentini   
Giovedì 26 Luglio 2012 11:12

Domani 27 luglio sarà l’ultimo giorno anche per Peace/Reporter-E, il sito informativo di Emergency, che mercoledì ha visto chiudere E- il mensile con l’ultimo numero, che apre con l’editoriale del direttore Gianni Mura.

L’organizzazione di Gino Strada che ha inventato un altro modo per essere vicini agli ultimi, per portare aiuto nei luoghi di guerra, per combattere la guerra con l’azione umanitaria ha diffuso anche un altro modo di giornalismo. Un giornalismo libero, ma assolutamente di parte, la parte dei diritti, della pace, delle popolazioni vittime di guerre, dittature, soprusi, nuovi colonialismi. Un giornalismo approdato in edicola, presente sul web da 10 anni ma che non ha potuto contrastare gli effetti della crisi, che hanno colpito anche l’editore, Emergency appunto. La scelta dolorosa, spiega Strada, è stata tra giornale ed ospedali, e come è ovvio Emergency non può e non deve rinunciare alla sua missione di assistenza sanitaria che porta avanti dal 1994.

 

Ma certo rinunciare ad un giornalismo di qualità è difficile ed amaro, una sconfitta per la società e per il mondo dell’informazione, resa ancora più dolora dal silenzio in cui questa chiusura avviene, nel disinteresse della maggior parte dei grandi media. Il primo pensiero di Cecilia Strada, che nel progetto aveva creduto moltissimo, va ai venti redattori cui “erano tutti regolarmente assunti, oggi non possiamo più garantire loro un futuro lavorativo”.

 

“Eravamo ottimisti, quando nascemmo, perché c’era un enorme movimento planetario per la pace. Non un movimento genericamente pacifista, ma consapevole del fatto che la pace può essere costruita solo costruendo diritti, facendo rispettare quella Dichiarazione Universale che se fosse applicata davvero impedirebbe i grandi squilibri tra nord e sud del mondo, tra paesi ricchi e paesi poveri, ma anche garantirebbe a tutti una vita migliore e più degna di essere vissuta. Le pari opportunità (di sesso, di censo, di classe, di colore), il diritto all’istruzione, alla sanità, al lavoro. Dopodichè chiudiamo quando questi diritti evaporano rapidamente anche nel nostro Paese, e questa è la nostra sconfitta. Che speriamo possa essere solo momentanea. Perché nessuno di noi smetterà di battersi perché questi diritti siano riconosciuti e rispettati, in Italia e nel mondo”. Queste sono le parole di Maso Notarianni, nel suo editoriale “Un difficile addio”.

 

Noi di Diritti Distorti speriamo che questo addio sia in realtà un arrivederci, perché con PeaceReporter prima, e con E- il mensile poi, abbiamo condiviso l’interesse per le verità dimenticate o taciute, la ricerca di una cronaca sincera e schietta dai paesi in guerra e dalle realtà difficili del nostro Paese, una difesa dei diritti che spesso passa proprio dall’informazione, dalla denuncia, dalla spinta alla riflessione. Un abbraccio ai colleghi di E- il mensile e del sito ed un grazie per la dedizione, l’impegno e la convinzione con la quale in questi anni hanno svolto il proprio lavoro.