SPECIALE HAITI Stampa
Scritto da DirittiDistorti   
Mercoledì 20 Gennaio 2010 00:00

HAITI: TROPPI MILITARI E POCHI MEDICI

Povera Haiti!
Vide il genocidio cinque secoli fa, con una popolazione indigena che nell’arco di mezzo secolo passò dal milione di individui stimati da Bartolomèè de Las Casas agli 8.000/10.000 sopravvissuti
allo sfruttamento degli hidalgos...


Fu terra di deportazione di schiavi neri che servirono padroni francesi e americani.
Fu seviziata dalla famiglia Duvalier per circa quarant’anni e fiaccata da colpi di stato più o meno protetti da potenti vicini.
La finestra del terzo millennio l’affacciò su contrade invase da turbe di “marines” che mai avevano perso “interesse” per la vecchia Hispaniola.
Rimase sempre povera, la più povera di tutto il centro-america non ricco.
Ora, dopo il sisma, è solo macerie che ricoprono migliaia di cadaveri, accanto ai quali si stendono altre migliaia di feriti che non trovano posto negli ospedali.
Manca tutto: il sangue per le trasfusioni, le medicine, i medici….manca pure il cibo, anche se centinaia di pacchi di alimenti rimangono accatastati negli aeroporti di Santo Domingo e della stessa Haiti, quest’ultimo sconvolto dalla calata di stormi armati, come per una battaglia contro un nemico equivocato, che non è il guerriero ma la fame, contro la quale occorrerebbero ben altre armi.
Gli “aiuti” partono ma corrono lenti e per la loro distribuzione è il caos più totale.
Gli Stati Uniti insistono con l’invio di soldati, migliaia, che hanno finito con l’intasare l’aeroporto di Port-au-Prince, impedendo addirittura, sabato scorso, l’atterraggio, rifiutato dai militari statunitensi, di un aereo francese carico di forniture per l’emergenza, tanto che la Francia ha chiesto agli Stati Uniti, sfiorando l’incidente diplomatico, di chiarire “quale ruolo l’America intenda giuocare ad Haiti”.
Il venezuelano Chavez è stato più chiaro, accusando, senza mezzi termini gli U.S.A. di voler occupare militarmente l’isola con un numero eccessivo di uomini armati che si limitano a pattugliare il paese e, dice Chavez, “non se ne vede uno che raccolga un cadavere”.
La realtà è che manca il coordinamento delle operazioni di aiuto ed assistenza, coordinamento urgente se la maggioranza delle O.N.G. ritiene che la mancanza di organizzazione già sta provocando un aumento dei morti.
In questo contesto, allora, appaiono inutili, misure come il coprifuoco “suggerito” dal segretario di stato americano Hilary Clinton, che , fra l’atro, suona pure come beffa in un paese dove le persone, al calar della notte non possono che restare nelle strade, dato che le case non stanno più in piedi, né vien da pensare che serva granché l’invio da parte italiana di qualche centinaio di carabinieri.
Chiedano, i popoli del “primo mondo” ai loro governanti che si inviino più medici, ben equipaggiati e dotati e meno militari, altrimenti il rischio è che Haiti finisca di non esserci più.

C. V.

20-1-10

AGIRE: “GIA’ RACCOLTI 2,6 MILIONI DI EURO MA E’ UNA CORSA CONTRO IL TEMPO,  SERVE MOLTO DI PIU’”.

Gli operatori delle ONG di AGIRE sono già operativi ad Haiti e stanno fornendo assistenza a migliaia di  persone colpite dal terremoto.
Fino al 31 gennaio, è possibile effettuare una donazione di 2 euro inviando un sms al 48541 da cellulari  TIM e VODAFONE o chiamando lo stesso numero da rete fissa TELECOM ITALIA.
In queste prime 48 ore successive al disastro gli operatori delle ONG di AGIRE stanno effettuando i primi fondamentali interventi di assistenza sanitaria, di distribuzione di cibo,  acqua potabile e cure mediche.
“E’ vero che spaventose difficoltà logistiche rendono complesso il lavoro delle nostre organizzazioni, ma non possiamo fermarci: è necessario fare tutto quello che serve per salvare il più alto numero possibile di vite umane e alleviare le sofferenze dei superstiti” – ha detto Marco Bertotto, direttore di AGIRE – Agenzia Italiana per la Risposta alle Emergenze. ”Soprattutto è indispensabile fare presto. Migliaia di cadaveri a cielo aperto rischiano di diventare veicolo di epidemie”.
Gli ultimi rapporti dal campo informano che è in arrivo la portaerei messa a disposizione dal governo americano, che consentirà un netto miglioramento nella capacità di raggiungere le vittime. Intanto comunque il lavoro delle ONG di AGIRE prosegue per trasformare la straordinaria generosità dei cittadini italiani, che sino ad ora hanno donato oltre 2,6 milioni di euro, in atti concreti per la popolazione colpita da un disastro di proporzioni inimmaginabili.
“Vogliamo innanzitutto ringraziare chi in queste ore ha dato il proprio contributo. La solidarietà degli italiani è stata ancora una volta enorme. Ma per affrontare le conseguenze di un disastro di dimensioni così vaste servono investimenti straordinari. L’aiuto di tutti è indispensabile.”
Così conclude Marco Bertotto, direttore di AGIRE, che rappresenta il coordinamento di alcune tra le più autorevoli e accreditate organizzazioni non governative italiane. L’ appello di raccolta fondi per garantire i necessari soccorsi alle popolazioni colpite e sostenere le attività di emergenza delle ONG italiane attive ad Haiti è sostenuto dal Ministero degli Affari Esteri.


GLI INTERVENTI SUL CAMPO DELLE ONG DI AGIRE
Attiva ad Haiti sin dal 1996, ActionAid ha avviato immediatamente attività di primo soccorso per la popolazione colpita.  In supporto al personale già presente un team altamente specializzato sta raggiungendo Haiti con beni di prima necessità quali rifugi di primo soccorso, coperte, kit per l’igiene personale e contenitori per l’acqua potabile. L’obiettivo di questa prima fase di intervento è di raggiungere il fabbisogno di circa 20.000 persone.
Save the Children a Port-au-Prince sta distribuendo kit di primo soccorso che includono coperte, zanzariere, taniche per l’acqua oltre a kit per l’igiene personale. Save the Children realizzerà anche aree sicure a misura di bambino, dove i minori potranno giocare, affrontare il trauma subito a causa del terremoto e sentirsi nuovamente al sicuro.
CESVI è presente con propri operatori umanitari e si sta muovendo dall’area sud occidentale del paese verso la capitale per completare una valutazione dei bisogni umanitari e coordinare i primi interventi di risposta.
I 50 operatori di Terre des Hommes hanno iniziato a Port-au-Prince la distribuzione dei primi aiuti: kit alimentari, contenitori per l’acqua potabile e prodotti per l’igiene personale. Nelle prossime ore è previsto l’arrivo di una squadra specializzata per coordinare i successivi interventi a protezione dell’infanzia.
VIS sta intervenendo ad Haiti attraverso gli operatori dei diversi centri Don Bosco presenti nell’isola. I primi soccorsi sono indirizzati a portare in salvo i circa 200 orfani sepolti sotto le macerie di una casa di accoglienza gestita dai salesiani nella capitale Port-au-Prince.
Intersos ha deciso di partecipare attraverso la fornitura di beni di prima necessità intervenendo in collaborazione con partner locali. GVC arriverà nell’isola nei prossimi giorni con squadre di soccorso e beni di prima necessità. COOPI è attiva attraverso un’organizzazione partner e ha una squadra specializzata in volo verso Haiti. CISP sta coordinando gli interventi con un suo partner locale.
E’ POSSIBILE EFFETTUARE UNA DONAZIONE DI 2 EURO INVIANDO UN SMS AL 48541 DA CELLULARI TIM E VODAFONE O CHIAMANDO LO STESSO NUMERO DA RETE FISSA TELECOM ITALIA. La numerazione è attiva da oggi fino al 31 gennaio 2010.

ALTRE MODALITA’ DI DONAZIONE:
Donazioni con carta di credito al numero verde 800.132870
Versamento sul conto corrente postale n. 85593614, intestato ad AGIRE onlus, via Nizza 154, 00198 Roma,  causale Emergenza Haiti.
Bonifico bancario sul conto BPM - IBAN IT47 U 05584 03208 000000005856. Causale: Emergenza Haiti.
Donazioni on line dal sito internet www.agire.it

Agire


Roma, 15 gennaio 2010