Domenica 17 Dicembre 2017
Con la crisi economica e la disoccupazione aumenta anche la sfiducia dei cittadini PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Valentini   
Martedì 12 Marzo 2013 11:44

E’ stato pubblicato ieri il rapporto “Benessere equo e sostenibile”, di Istat e Cnel, che fotografa la realtà sempre più difficile che il nostro Paese sta vivendo, stretto nella morsa di una crisi della quale non si vede la fine.

Fra il 2010 e il 2011 , l'indicatore della “grave deprivazione” economica è salito dal 6,9% all'11,1%. Ciò si traduce in 6,7 milioni di persone in difficoltà, con un aumento di 2,5 milioni in un solo anno. Nei primi 9 mesi del 2012 la quota delle famiglie indebitate è passata dal 2,3% al 6,5%. Il reddito disponibile delle famiglie in termini reali, durante la crisi è crollato, scendendo del 5% tra il 2007 e il 2011. Sempre nel 2011, il tasso d'occupazione per la classe 20-64enni è sceso al 61,2%, dal 63% del 2008.

 

Alle difficoltà economiche e lavorative è legata in modo imprescindibile anche una crisi più profonda, fatta di sfiducia, frustrazione, allontanamento dalla politica. La quota dei ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano tra il 2009 e il 2011 è balzata dal 19,5% al 22,7%. Quasi un giovane su 4 non è impegnato in percorsi formativi e non ha un posto e in molti casi neanche lo cerca, scoraggiato da un sistema del lavoro bloccato. Il rapporto sottolinea poi come a marzo 2012, un anno prima del voto, si sia registrato il dato peggiore sul fronte della fiducia dei cittadini verso le istituzioni riguardi i partiti politici: la media, in un'ipotetica pagella su una scala da 0 a 10, si ferma al 2,3. Voti bassi anche per la fiducia verso il Parlamento (3,6), le amministrazioni locali (4) e la giustizia (4,4). Questi dati, che parlano di persone, famiglie, giovani, fanno riflettere e dovrebbero far riflettere soprattutto chi si appresta a governare.

Il Paese ha bisogno di una spinta che risollevi l’economia ma non solo. C’è bisogno di più lavoro, ma anche di più diritti del lavoro. C’è bisogno di offrire ai giovani una prospettiva, di fare in modo che politica ed istituzioni sappiano dare risposte concrete e tornino ad essere degne della fiducia dei cittadini.

 

V.V.

 

12-03-2013