Venerdì 18 Agosto 2017
Francia: Sì alle nozze gay. “Ora tocca all’Italia”, il commento di Arcigay PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Valentini   
Mercoledì 24 Aprile 2013 08:57

"Il matrimonio è contratto tra due persone di sesso opposto o dello stesso sesso”. Così si legge nell’articolo 143 del codice civile francese, appena modificato. Quattro parole “o dello stesso sesso” che rappresentano molto, rappresentano l’estensione dei diritti, il riconoscimento e il rispetto delle unioni gay.

 

La Francia è il 14° Paese nel mondo ad istituire il matrimonio fra persone dello stesso sesso ed anche l’adozione per le coppie omosessuali. Il via libera dell’Assemblea nazionale alla legge è arrivato ieri con 331 voti a favore e 225 contrari, dopo una lunghissima discussione ed un clima di forte tensione.

"È un momento storico" è stato il commento del ministro della Giustizia, Christiane Taubira: "Crediamo che le prime nozze saranno una cosa bella e porteranno un vento di gioia e che coloro i quali oggi vi si oppongono saranno disorientati quando verranno sopraffatti dalla felicità dei neosposi e delle famiglie". Ed in effetti l’Assemblea ed il Paese sono abbastanza divisi davanti a questa legge, che in aula è stata accolta da applausi e fischi. Violenti disordini fra manifestanti e polizia sonno scoppiati nella tarda serata nel centro di Parigi nel quadro di una manifestazione di protesta alimentata da alcune migliaia di persone contro l'approvazione delle nozze gay. Ma in contemporanea si sono svolte anche manifestazioni contro l’omofobia e per i diritti.

 

Di certo quello della Francia è stato un passo importante, che risponde ad un’esigenza attuale e in molti sperano che l’Italia segua l’esempio dei cugini d’oltrealpe. “Il “sì” francese, che stabilisce che gli affetti di gay e lesbiche hanno lo stesso valore di quelli eterosessuali e rivoluziona profondamente l’istituto del matrimonio, è la vittoria di chi crede che una società migliore è possibile – il commento di Flavio Romani, presidente Arcigay - Il matrimonio fra persone dello stesso sesso è il trionfo della giustizia sociale e di coloro che si riconoscono nella democrazia, nella tolleranza e nell’uguaglianza. Ora tocca all’Italia offrire alle persone gay e lesbiche, che sono i nostri vicini, i nostri colleghi, i nostri amici e familiari quei diritti umani che da anni sono loro tenacemente negati”.

Vogliamo segnalare lo spot del Ministero del lavoro e delle Pari Opportunità che in questi giorni sta girando in televisione (con un pò di ritardo a dire il vero) e che recita: "Mancina, alto, gay, lesbica, rosso, intonata. E non c'è niente da dire. Sì alle differenze, no all'omofobia". Ci sembra un bello slogan che può contribuire a porre le basi nella società e nelle istiotuzioni per un cambiamento anche in Italia.

 

Valentina Valentini

 

24-04-2013