Lunedì 21 Agosto 2017
Roma. Sgomberato campo rom. Amnesty, Associazione 21 luglio: “violati diritti umani” PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Valentini   
Giovedì 12 Settembre 2013 11:49

Questa mattina il primo sgombero di un campo nomadi da parte della nuova amministrazione capitolina. Gli uomini di carabinieri, polizia di stato e polizia municipale hanno sgomberato 35 famiglie rom nell’insediamento di via Salviati, periferia est di Roma.

 

“Lo sgombero non rispetta standard e garanzie procedurali ponendosi in continuità con le ripetute violazioni dei diritti umani perpetrati già dalla passata Amministrazione. Dai riscontri effettuati emergono la mancanza di una reale e genuina consultazione con i rom interessati e l'assenza di alternative abitative adeguate.”, commentano Amnesty International Italia, Associazione 21 luglio e Centro europeo per i diritti dei rom (Errc).

 

L’operazione infatti arriva dopo l'ordinanza del sindaco Marino n. 184 del 5 agosto 2013 che aveva disposto "il trasferimento immediato di persone e cose dall'insediamento abusivo di nomadi sito in via Salviati" e il loro ricollocamento "presso il villaggio della solidarietà di Castel Romano". Ma la comunità rom aveva risposto all’ordinanza con una lettera aperta in cui si sottolineava la volontà di non voler più “vivere in un ghetto”, posizione sostenuta dalle associazioni sopra citate: “I 'villaggi della solidarietà del Comune di Roma non possono essere ritenuti un'alternativa alloggiativa adeguata, essendo stato comprovato come condurre la propria vita all'interno di detti insediamenti comprometta la fruizione di diritti imprescindibili sociali ed economici e condiziona fortemente la vita dei suoi abitanti, spesso anche in dispregio dei diritti umani".

 

Quando si parla di Castel Romano il pensiero di molti va probabilmente al grande outlet, uno dei tanti luoghi non luoghi sempre più frequentati dagli italiani. Eppure, mentre si va "gioiosamente" a fare acquisti o a passare la giornata con la famiglia nel centro commerciale è difficile non vedere il campo nomadi, un’insediamento monoetnico, una baraccopoli degradata, isolato, con una concentrazione di famiglie altissima. Li chiamano “villaggi della solidarietà”, ma di solidarietà ce ne è davvero poca, così come mancano misure serie ed efficaci di inclusione sociale. Amnesty, Associazione 21 luglio e Errc chiedono un maggiore rispetto dei diritti umani e dei principi espressi dalla Strategia nazionale di inclusione dei rom, sinti e caminanti adottata dal governo italiano in attuazione della Comunicazione della Commissione europea n.173/2011 che sottolinea la “necessità di superamento del modello 'campo' per combattere l'isolamento e favorire percorsi di interrelazione sociale".

 

12-09-2013