Mercoledì 18 Ottobre 2017
L’Europa naufraga a Lampedusa PDF Stampa E-mail
Scritto da DirittiDistorti   
Martedì 21 Aprile 2015 17:18

La tragedia di sabato scorso, che ha riempito di cadaveri le acque del Mar Mediterraneo, non è la prima e non sarà l’ultima, tanto che, mentre ancora si cerca di contare le centinaia di morti, carcasse di barche squassate dalle onde continuano a lanciare disperati SOS e già, dall’inizio dell’anno ad oggi, le vittime hanno superato il numero di 1.500.

 

Dopo la tragedia del 2013 a Lampedusa, nella quale persero la vita oltre 360 persone, l’Italia promosse l’operazione “Mare Nostrum” con risultati apprezzabili riuscendo a salvare decine di migliaia di vite umane.

L’iniziativa italiana finì per essere insostenibile in assenza di un sostanziale sostegno da parte dell’Unione Europea che alla fine del 2014 lanciò l’operazione “Tritone” prevalentemente volta al contrasto del contrabbando di persone, al contrario di “Mare Nostrum” concentrata sull’individuazione delle imbarcazioni e il salvataggio delle vite.

Il risultato di questa inversione d’intenti è che nei primi quattro mesi di quest’anno i morti si sono moltiplicati per venti rispetto ai primi quattro mesi dell’anno passato e sono destinati ad aumentare a fronte della inaudita crisi umanitaria che travolge drammaticamente il Continente Africano provocando esodi disperati riversati sulle coste mediterranee invase nel 2014 da 218.000 persone rispetto alle 60.000 del 2013. Dall’Africa subsahariana, dalle guerre di Siria, Somalia, Eritrea, in fuga da Boko Haram, centinaia di migliaia di esseri umani chiedono di essere salvati; dalla Libia, sempre più instabile, un milione, si dice, di uomini, donne e bambini si prepara all’imbarco sulle ormai troppo note e tristi carrette del mare per affrontare rotte insicure dato che poche,o nulle, altre strade esistono per i rifugiati se non le acque di questo nostro mare.

Allora è l’Europa a dover cambiare rotta. Chiuda con “Tritone” che, secondo la denuncia di Amnesty Internacional, “non è una operazione di ricerca e salvataggio” ma rischia di diventare la tomba di masse sempre più crescenti d profughi; chiuda le strade pericolose percorse finora da frotte di disperati; abbatta cordoni sanitari e “vallas” e apra strade sicure, corridoi umanitari, con l’avallo dell’ONU, dove no abbiano spazio scafisti e mafiosi per far prevalere lo scopo del salvataggio e di una dignitosa messa in sicurezza, da costa a costa. Infine non abbandoni l’Italia nella lotta, ardua ma doverosa, volta a salvare la vita di tanti bambini, di uomini e donne come noi, ci ricorda Papa Francesco, di famiglie come la nostra, che meritano anche loro un po’ di serenità.

Europa, se ci sei, batti un colpo!