Mercoledì 13 Dicembre 2017
L’Europa inizia a Lampedusa. 3 ottobre seconda Giornata della Memoria e dell’Accoglienza PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Valentini   
Giovedì 01 Ottobre 2015 10:39

In occasione della Seconda Giornata della Memoria e dell’Accoglienza, in cui saranno commemorate le 368 vittime del naufragio del 3 ottobre 2013 e tutti i migranti scomparsi nel tentativo di raggiungere l’Europa, le organizzazioni e gli enti promotori di questa iniziativa chiedono ancora con forza alle istituzioni europee e agli Stati Membri:

 


1. Apertura immediata di corridoi umanitari Migliaia di bambini, donne, uomini ogni giorno sono costrette ad affidarsi ai trafficanti di uomini ed a rischiare la propria vita in mare o sulle rotte di terra per tentare di raggiungere l’Europa. È necessario prevedere canali di accesso legale al nostro continente, anche e soprattutto attraverso l’apertura di corridoi umanitari per fermare le stragi. Sarebbe il primo atto concreto per combattere i trafficanti di uomini ed impedire alle mafie di arricchirsi sulla pelle dei rifugiati.

 

2. Basta con i muri. Accogliere e trattare umanamente tutti coloro che scappano da guerra, dittatura e miseria E’ necessaria una risposta coordinata a livello europeo e una forte cooperazione tra gli stati membri pergarantire accoglienza ed il rispetto dei diritti fondamentali dei rifugiati in ogni luogo dell’Europa, con un’attenzione particolare ai minorenni non accompagnati e alle donne. L’Europa deve garantire infrastrutture adeguate per il ricevimento e l’ospitalità di richiedenti asilo , in linea con gli standard minimi di una vita dignitosa e dei diritti fondamentali dell’uomo.

 

3. Potenziare la ricerca e il soccorso in mare, creare una banca dati europea del Dna per il riconoscimento delle vittime E’ indispensabile destinare subito più fondi e mezzi per estendere e rafforzare le operazioni di ricerca e salvataggio in mare da parte degli stati Membri. Gli Stati dell’Unione devono lavorare in accordo per la costruzione di una banca dati europea che raccolga e cataloghi il dna delle vittime decedute nei naufragi, uccise dal freddo, travolte dai treni e in ogni altra causa di morte nel corso della loro marcia verso l’Europa, al fine dioffrire loro degna sepoltura e garantire ai familiari la possibilità di avere un luogo dove piangere e pregare.

 

4. Riformare il Regolamento di Dublino che obbliga i migranti a chiedere asilo nel paese di primo approdo, generando situazioni di attesa e sofferenza anche all’ interno delle frontiere europee.

 

5. Creare un sistema di Asilo europeo Sviluppare un sistema di asilo comune tra gli stati membri, improntato a principi di solidarietà, responsabilità collettiva, rispetto dei diritti umani dei richiedenti asilo, rifugiati e di chiunque fugga da situazioni di conflitto.

 

6. Investire nello sviluppo dei pesi di origine e transito dei migranti economici E’ necessario legare i processi migratori a processi di cooperazione internazionale con lo sviluppo dei paesi di origine e transito dei migranti economici, anche tramite accordi internazionali che considerino la mobilità come una scelta che può favorire lo sviluppo umano.

 

7. Favorire l’integrazione di tutti i migranti nelle comunità locali di arrivo Gli stati Membri devono assicurare lo sviluppo di strategie e misure in grado di assicurare ai migranti un pieno accesso ai propri diritti fondamentali e di giocare un ruolo come cittadini. Devono inoltre supportare e realizzare iniziative di sensibilizzazione ed educazione al fine di promuovere un dibattito pubblico basato su dati e informazioni corrette e reali; promuovere la solidarietà dei cittadini europei verso i migranti; combattere manifestazioni di razzismo, xenofobia e tutti i tipi di discriminazione.

 

Nel ambito delle commemorazioni, in collaborazione con il Comune di Lampedusa e Linosa e delle organizzazioni e gli enti promotori, sono state organizzate diverse iniziative che vedranno la presenza anche dei sopravvissuti del naufragio del 3 ottobre 2013.

 

IL PROGRAMMA

 

COMUNICATO STAMPA
Save the Children , Amnesty International, Medici Senza Frontiere, Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta, Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli, Archivio Memorie Migranti