Mercoledì 18 Ottobre 2017
Tunisia. Le protesta da Kasserine si espande in altre città PDF Stampa E-mail
Scritto da DirittiDistorti   
Giovedì 21 Gennaio 2016 13:06

Vengono segnalati in mattinata nuovi episodi di tensione in varie città del paese da parte di gruppi di giovani che rivendicano il diritto al lavoro e allo sviluppo. A Jendouba (nord ovest) circa 300 manifestanti hanno invaso la sede del governatorato chiedendo le dimissioni del governatore, scene simili si sono registrate a Beja e Kairouane. A Sfax, delegazione di Shkira, sono stati bruciati pneumatici e bloccata la statale.

 

Il portavoce del ministero dell'Interno Walid Louguini, ricordando che da un clima caratterizzato da manifestazioni non pacifiche potrebbero trarre vantaggio i terroristi, a radio Express fm ha dato il bilancio ufficiale degli scontri: 43 feriti il 19 gennaio tra uomini delle forze dell'ordine, 28 ieri, oltre a 3 autoveicoli dati alle fiamme, varie sedi di delegazioni saccheggiate ed il decesso dell'agente di polizia a Feriana.

 

Le proteste sociali sono partite dalla città di Kasserine sabato scorso dopo la morte di un giovane disoccupato. In tutto migliaia di persone sono scese in strada per sostenere le rivendicazioni dei giovani di Kasserine, ovvero diritto al lavoro, maggiori attenzioni e per ricordare la figura di Ridha Yahyaoui, ventottenne morto fulminato durante un sit-in dopo essere salito su un pilone della corrente elettrica per protestare contro la cancellazione del suo nome dalla lista degli ammessi ad un posto di lavoro presso il dipartimento regionale dell'Istruzione.

Nella regione di Kasserine il bilancio del secondo giorno di scontri tra manifestanti e forze dell'ordine è stato di 19 feriti tra gli agenti di polizia. Ma la notizia più grave è giunta in serata da Feriana, con la morte di un agente di 25 anni rimasto intrappolato nella sua auto e aggredito a colpi di pietre dai protestatari.

Le proteste sono arrivate fino al quartiere 5 dicembre, del Kram ovest di Tunisi, dove gli agenti hanno dovuto usare gas lacrimogeni per disperdere una folla di manifestanti che aveva bruciato pneumatici e cassonetti.

 

Per cercare di far fronte a questa situazione di urgenza, il Consiglio dei ministri ha varato alcune misure specifiche destinate alla promozione dell'occupazione e lo sviluppo dell'area di Kasserine. Tra queste l'assunzione di 6.400 disoccupati, lo stanziamento di 3 milioni di euro destinati al finanziamento di 500 progetti, la creazione di una commissione di inchiesta su presunti casi di funzionari corrotti, la concessione di terreni demaniali a privati, la creazione nella regione di nove società imprenditoriali con un capitale di 75.000 euro. Ma l'annuncio di questi provvedimenti non sembra avere raggiunto lo scopo di placare gli animi.

 

Al clima incandescente si aggiunge la preoccupazione della possibilità che alcuni jihadisti, che abitualmente si rifugiano sui monti sopra a Kasserine, si possano infiltrare tra la folla dei manifestanti.

 

Le scene viste rimandano al 2010/11 cosi' come gli slogan 'Lavoro, libertà e dignità', sono gli slogan scanditi anche allora. I manifestanti domandano pari opportunità sociali, lavoro, un sistema non dominato dalla corruzione e dove le zone interne abbiamo la stessa importanza del resto del Paese.

 

21-1-16