Venerdì 18 Agosto 2017
Sì del Senato a Unioni civili. Vincono i diritti o rimangono ostaggio della politica e dei moralismi? PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Valentini   
Venerdì 26 Febbraio 2016 11:04

Il premier Renzi come suo solito posta su Facebook le proprie dichiarazioni di vittoria: “La giornata di oggi resterà nella cronaca di questa Legislatura e nella storia del nostro Paese. Oggi l’Italia è un Paese più forte”. Angelino Alfano esulta per lo stralcio dell'articolo 5 sulla stepchild adoption commentando "Abbiamo impedito una rivoluzione contronatura e antropologica".

“E’ una brutta pagina nella storia dei diritti civili nel nostro Paese, si ignora completamente l'esistenza e le esigenze dei figli di coppie omosessuali. Ponzio Pilato non avrebbe saputo fare meglio”, si legge in un documento sottoscritto da una trentina di associazioni Lgbt. Intanto la senatrice Cirinnà annuncia un ddl sulle adozioni per le coppie omosessuali da presentare alla Camera, “dove i numeri sono sicuri, in modo che arriverà al Senato blindato”.

 

Ecco, questo è l’after day dell’approvazione da parte del Senato alla fiducia chiesta dal governo sul maxiemendamento sulle unioni civili, frutto dell'accordo Pd-Ncd e per la quale sono stati decisivi i voti dei 18 senatori verdiniani di Ala. Per l’Italia, così arretrata in materia di unioni civili rispetto ad altri Paesi europei, è sicuramente un passo importante ma si ha l’impressione che su un tema così importante di diritti e civiltà si sia fatto il solito pasticcio all’italiana. Molti accusano il governo di avere una nuova maggioranza, Alfano e i suoi si lanciano tronfi in commenti “incommentabili”, la società civile e le associazioni gay si trovano davanti ad una legge castrata, i 5stelle fanno la differenza con la loro assenza, Renzi, da bravo prestigiatore, riesce a scontentare e accontentare tutti e a proclamarsi vincitore.

 

Rimane ancora molto da fare in tema di diritti e civiltà, spesso ostaggio di giochi politici e falsi moralismi, ma comunque una strada, seppur ancora in salita, si è aperta con la Legge di “'regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze”. Vediamo in breve cosa introduce.

Viene istituita una nuova formazione sociale, diversa e non equiparata al matrimonio, tra due persone maggiorenni dello stesso sesso mediante dichiarazione di fronte all'ufficiale di stato civile e alla presenza di due testimoni; con la costituzione dell'unione civile le parti acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri, hanno l'obbligo reciproco all'assistenza morale e materiale e alla coabitazione; per i gay non è però inserito l’obbligo morale di fedeltà, valido invece fra i coniugi; scomparso l’articolo sulla adozione dei figli del partner rimane però la possibilità di pronunciamento dei giudici in casi particolari; in caso di cambio di genere all’interno del matrimonio questo decade e si trasforma in unione civile; c’è il riconoscimento delle coppie etero come conviventi di fatto, con gli stessi diritti spettanti al coniuge in caso di malattia o ricovero, in caso di morte o in caso di separazione.

 

Valentina Valentini

 

26-02-2016