Giovedì 21 Giugno 2018
Onu e UE discutono il futuro della Siria, mentre il presente miete vittime PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Valentini   
Mercoledì 05 Aprile 2017 09:28

E’ iniziata ieri a Bruxelles la conferenza dal titolo “Sostenere il futuro della Siria e della regione”: una due-giorni organizzata dall’UE con la partecipazione di agenzie delle Nazioni Unite, organizzazioni internazionali e Ong, per discutere la questione mediorientale, il conflitto siriano tra interessi politici ed economici e disastri umanitari. Nel frattempo in Siria è partita una due-giorni di raid aerei e attacchi chimici.

 

Ieri la città di Khan Sheikhun, nella provincia di Idlib, è stata colpita da un attacco aereo condotto con gas tossici. Il bilancio diffuso dall'Osservatorio siriano per i diritti umani, ong legata agli attivisti delle opposizioni, è di almeno 72 morti, compresi 20 bambini e 17 donne, sono poi numerosi i feriti e i dispersi. Sempre secondo l’Ong anche questa mattina ci sarebbero stati diversi raid contro aree nei pressi di Khan Sheikhun, per i quali al momento non ci sono informazioni di vittime.

 

Intanto sui social si susseguono immagini tremende dell’attacco di ieri, con bambini morti e volontari della protezione civile siriana che soccorrono i feriti lavandoli con i tubi dell’acqua. Immagini forti, come negli ultimi anni se ne vedono molte, scioccanti, di denuncia, immagini a cui non dobbiamo mai abituarci per restare umani.

E dopo la strage e lo sdegno pubblico si muove anche la diplomazia, così oggi è stata indetta una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza Onu richiesta da Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna che hanno preparato una mozione che condanna l’attacco avvenuto nella zona dei ribelli, nella località di Khan Sheikhun e chiede all’Organizzazione per la proibizione delle Armi chimiche che lavori rapidamente su un’inchiesta sull’accaduto. Mentre Trump incolpa dell’accaduto la politica troppo “diplomatica” di Obama, Mosca invece si schiera con Damasco negando l’attacco con i gas e sostenendo che l’aviazione del regime siriano avrebbe colpito un magazzino terroristico contenente sostanze chimiche.

 

E così la morte di decine di persone diventa una puntina sullo scacchiere internazionale, dove si cerca di riscrivere la storia e la “democrazia” di questo o quel Paese, dove si giocano partite di potere, dove si cercano responsabilità a volte di comodo, si piangono dei morti e se ne dimenticano altri, ci si appella alla morale dell’occidente condannando le violazioni dei diritti umani ma ci si sofferma poco a chiedersi con quali armi, con quali soldi si nutrano guerre e terrorismi.

 

Valentina Valentini

 

05-04-2017