Domenica 25 Giugno 2017
Cecenia. Amnesty e Arcigay chiedono chiarezza e interventi immediati su violenze e persecuzioni verso omosessuali PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Valentini   
Venerdì 14 Aprile 2017 09:16

Dopo la coraggiosa inchiesta del settimanale indipendente russo Novaya Gazeta sulla reclusione, tortura e sembra anche uccisione, in almeno 3 casi, da parte delle autorità cecene di uomini accusati di omosessualità, non sono mancate le reazioni della società civile.

 

L’appello di Amnesty International alle autorità russe ha già superato le 32mila firme: “vi esortiamo: a svolgere indagini tempestive, efficaci e approfondite sui rapporti riguardanti i rapimenti e gli omicidi di uomini ritenuti gay in Cecenia e di assicurare che, chiunque sia ritenuto colpevole o complice di questi crimini sia assicurato alla giustizia in ottemperanza delle leggi della Federazione Russa; a prendere tutte le necessarie misure per assicurare la sicurezza di ogni individuo a rischio in Cecenia a causa del suo orientamento sessuale e di condannare duramente i commenti discriminatori dei funzionari pubblici. Vi ricordiamo, inoltre, che avete l’obbligo internazionale di proibire ogni discriminazione e di investigare e perseguire i crimini d’odio, una delle forme più odiose di discriminazione”.

 

Arcigay si rivolge direttamente al governo italiano chiedendo una chiara presa di posizione: "Quello che sta accadendo a pochi chilometri dai confini dell'Europa - dichiara Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay - è di una gravità inaudita e necessita dell'intervento fermo della politica, oltre che di una mobilitazione che dia voce e corpo all'indignazione che si solleva da più parti nel mondo. In Parlamento sono state depositate domande urgenti rivolte al nostro Ministro degli Esteri affinché riferisca in aula le informazioni in arrivo dagli enti diplomatici e le azioni che il Governo italiano intende mettere in campo: sollecitiamo su questi temi risposte tempestive e concrete.

 

Intanto l’Ong Russian LGBTI network ha creato una linea telefonica diretta per offrire aiuto a coloro che potrebbero star cercando protezione e la possibilità di abbandonare la Cecenia dove gli omosessuali sono perseguitati non solo dalle autorità, ma dalla comunità e dalle stesse famiglie. E’ infatti previsto l’omicidio d’onore, cioè la possibilità di avere l’impunità se si uccide una persona gay. Inoltre le famiglie stesse possono decidere di allontanare dei propri congiunti ritenuti omosessuali, come spiega lo stesso presidente Ramzan Kadyrov che, con “orgoglio virile”, sostiene che nel Paese non esistono omosessuali e, se ci fossero, non sarebbe necessario arrestarli dato "che i loro stessi familiari li invierebbero in posti da cui non potrebbero fare ritorno".

In risposta a questa affermazione sta prendendo piede sui social la campagna #iononesisto, caratterizzata dall'immagine di un filo spinato a cui sono legati nastrini con i colori della bandiera arcobaleno, simbolo dei movimenti LGBT

 

V.V.

 

14-04-2017