Lunedì 11 Dicembre 2017
In Cisgiordania sciopero generale in solidarietà detenuti palestinesi. La solidarietà della CSI PDF Stampa E-mail
Scritto da DirittiDistorti   
Lunedì 22 Maggio 2017 10:36

Per la prima volta dopo molti anni, tutta la Cisgiordania si è unita allo sciopero generale in solidarietà con i detenuti palestinesi nelle carceri israeliane che da 36 giorni hanno intrapreso lo sciopero della fame per protestare contro le loro condizioni di detenzione.

 

In risposta a un appello della Commissione nazionale a sostegno dello sciopero, gli esercizi commerciali in tutta la Cisgiordania, compresa Gerusalemme est, hanno abbassato le saracinesche, così come si sono fermati i mezzi pubblici, le scuole e le università. Molti i negozi chiusi anche nelle città arabe in Israele. Manifestazioni di solidarietà in tutte le città e i villaggi palestinesi, così come davanti alle sedi del Comitato internazionale della Croce Rossa.

A tutt'oggi il governo israeliano si è rifiutato di negoziare con i detenuti, che hanno avanzato istanze relative ai permessi di visita e alle condizioni di detenzione in generale.

 

Da segnalare che pochi giorni fa anche la CSI, Confederazione internazionale dei sindacati, che rappresenta 181 milioni di lavoratori delle centrali sindacali nazionali in 163 paesi, ha espresso la sua solidarietà con i prigionieri palestinesi che hanno dichiarato uno sciopero della fame a oltranza per protestare contro le violazioni dei diritti umani all'interno delle prigioni israeliane.

“Sosteniamo anche lo "sciopero generale per la libertà e la dignità", tenuto in solidarietà con quello della fame che colpisce i prigionieri e invoca una più ampia solidarietà internazionale. Siamo profondamente preoccupati per la loro condizione e invitiamo le autorità israeliane a garantire che i prigionieri palestinesi siano trattati secondo le norme stabilite nel diritto umanitario internazionale. Noi aggiungiamo la nostra voce a quella dei detenuti palestinesi che stanno facendo lo sciopero della fame sollecitano la soppressione delle restrizioni alle visite familiari, di migliorare le condizioni generali di detenzione e l'accesso alle cure mediche, incluse le limitazioni di facilitazione dell'accesso ai materiali di istruzione e all'installazione di telefoni per comunicare con i propri parenti. Ricordiamo inoltre che, nel diritto internazionale umanitario, i detenuti provenienti da territori occupati devono essere detenuti nel territorio occupato, non nel territorio del potere occupante, come sancito nella quarta convenzione di Ginevra. In questo contesto, riaffermiamo la posizione della CSI come indicato nella dichiarazione del nostro Congresso del 2014, che denuncia l'occupazione della Palestina da parte di Israele e si impegna a mobilitare per una pace giusta e sostenibile tra Israele e Palestina, in conformità con la legittimità dei diritti internazionali. Chiediamo altresì – prosegue la nota della CSI - di porre fine alla costruzione di insediamenti israeliani illegali e alla rimozione degli insediamenti esistenti, il ritiro di Israele da tutte le terre palestinesi in linea con i confini del 4 giugno 1967 e lo smantellamento del muro di separazione illegale. Invitiamo tutti i sindacati a sostenere lo sciopero per la libertà e la dignità”.

 

 

22-5-17