Martedì 22 Maggio 2018
Trump a Roma. L’accoglienza di Greenpeace è una protesta pacifica e spettacolare PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Valentini   
Mercoledì 24 Maggio 2017 08:36

“Planet Earth First!”, questa la scritta proiettata in nottata sulla cupola di San Pietro da Greenpeace, alla vigilia dell’incontro fra il presidente Usa e Papa Francesco che si tiene oggi a Roma.

Nonostante le misure di sicurezza gli attivisti di Greenpeace sono arrivati con tir e macchinari in via della Conciliazione per proiettare la scritta. Un blitz spettacolare quanto pacifico, tant’è che gli agenti della Polizia di Stato, tenuto conto della mancanza di pericolosità dell’iniziativa, hanno tenuto sotto controllo la situazione permettendo la proiezione per alcuni istanti (sufficienti per immortalare la scritta che da oggi sta facendo il giro dei social) per poi procedere all’identificazione di otto attivisti coinvolti.

 

Il messaggio “Prima il pianeta Terra” è una chiara risposta al motto di Trump “America First!”: “Quello che vogliamo ricordare a Trump prima dell’incontro con il Papa è molto semplice – spiega Jennifer Morgan, direttore esecutivo di Greenpeace International - la sua priorità devono essere le persone e il pianeta, non il profitto di chi inquina. È assurdo fermare la transizione, che deve invece essere accelerata, verso fonti di energia pulita”. Del resto il Presidente Usa non si è mai mostrato attento ai problemi legati all’ambiente e ai cambiamenti climatici, che ha definito “bufale con cui bisogna smetterla”. Trump ha decisamente cambiato rotta rispetto all’amministrazione Obama abolendo numerose misure intraprese per la protezione del clima e favorendo invece l’industria del carbone e del petrolio. Una posizione (e non è certo l’unica) che lo pone a grande distanza anche da Papa Francesco che nella prima enciclica sull’ambiente del giugno 2015 identificava la lotta ai cambiamenti climatici come priorità.

Il Presidente di una delle nazioni e delle potenze economiche più importanti al mondo, il secondo Paese per emissioni di gas serra (secondo solo alla Cina negli ultimi anni), dovrà decidere nelle prossime settimane se gli Usa continueranno a fare parte dell’Accordo di Parigi sul clima e, proprio in vista del G7 che si apre domani a Taormina, Greenpeace chiede anche un impegno chiaro di tutti gli Stati per dare piena attuazione all’Accordo di Parigi.

 

V.V.

 

24-05-2015