Mercoledì 13 Dicembre 2017
L’Onda arcobaleno colora l’Italia e sabato 10 giugno arriva nella capitale con il RomaPride2017 PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Valentini   
Lunedì 05 Giugno 2017 09:26

L’Onda Pride 2017 è partita il 27 maggio dalla Toscana e sta toccando tutta Italia con cortei e manifestazioni a sostegno dei diritti delle persone Lgbt e per favorire l’incontro fra tutte le diversità. Fra gli appuntamenti più attesi quello con il Roma Pride che si terrà sabato 10 con lo slogan Scopriamoci - Corpi senza confini.

“Una manifestazione gioiosa, colorata e pacifica che da oltre venti anni porta al centro dell’agenda politica i valori di democrazia, laicità, diritti, parità, salute e libertà e che ha contribuito a cambiare radicalmente la cultura e la società del nostro Paese”, hanno promesso gli organizzatori nel corso della conferenza stampa del 31 maggio in cui è stato dato il percorso del corteo ed il programma della settimana di incontri ed iniziative che anticipare il Pride.

Sabato è stata inaugurata la Gay Croisette in via di San Giovanni in Laterano, dove si alterneranno artisti di strada, dibattiti, momenti culturali e di divertimento. Sabato la parata dei carri partirà da piazza della Repubblica alle 15 ed attraverserà le vie della capitale fino a piazza della Madonna di Loreto. Tantissime le adesioni quest’anno, sfileranno anche i carri della CGIL e dell’ambasciata Canadese, ed il sindacato USB dei pompieri che sfileranno in divisa.

"Come ogni anno, dal 1994 – ha dichiarato il portavoce del pride romano, Sebastiano Secci – attraverseremo senza nasconderci le strade di Roma. In un periodo in cui le ombre della sessuofobia e del moralismo tornano ad allungarsi”. Dichiarazione quanto mai vera alla luce di quanto avvenuto a Reggio Emilia dove il 3 giugno il corteo del Gay Pride è stato preceduto da una “processione riparatrice” organizzata da un gruppo di cattolici ortodossi. Poco più di 300 persone a fronte di un numero ben più cospicuo di “peccatori”. Già perché secondo don Luigi Moncalero, sacerdote trevigiano che ha promosso e condotto la processione di preghiera, l’omosessualità è un peccato ed "esaltare il peccato è invertire l’ordine della natura, cosa che tra l’altro porta all’estinzione. Il Gay Pride è una manifestazione che esalta il peccato e ad un peccato pubblico serve una riparazione pubblica”.

 

E forse di fronte a tali estremismi, a posizioni che oltre che ridicole rischiano di essere pericolose perché trattano l’omosessualità come peccato, devianza, malattia, la risposta migliore è quella di essere in tanti a sfilare con i colori arcobaleno. Perché i Pride sono di tutt*, perché la diversità, nelle sue molteplici forme, è di tutt*, perché i diritti devono essere di tutt*.

 

Sabato a Roma sarà il momento dell’orgoglio Lgbtqi, della rivendicazione, ma anche della festa, “sarà l’occasione – prosegue Secci - per offrire la migliore immagine che abbiamo di noi: i nostri corpi. Nella loro molteplicità e diversità, i nostri corpi superano i confini imposti dal binarismo di genere, da modelli e ruoli stereotipati di femminilità e di mascolinità, dalle identità nazionali, dal perbenismo, dalle norme e dalle classi sociali.»

 

Per info

http://ondapride.it/

http://www.romapride.it/

 

05-06-2017