Lunedì 21 Agosto 2017
Turchia. Restano in carcere gli attivisti di Amnesty accusati di terrorismo PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Valentini   
Martedì 18 Luglio 2017 11:18

Oggi un tribunale di Istanbul ha confermato la custodia cautelare, che in Turchia può arrivare fino a 5 anni, per sei attivisti di Amnesty International, tra cui la direttrice dell’ong in Turchia, Idil Eser.

 

Il 5 luglio erano stati arrestati insieme ad altri quattro attivisti (oggi rilasciati) in un blitz della polizia durante un workshop sulla sicurezza informatica tenuto in un hotel di Istanbul con l’accusa di fiancheggiare un’organizzazione terroristica. Amnesty ne aveva chiesto il “rilascio immediato e incondizionato”, definendo assurde le accuse e denunciando come per 24 ore non si fosse saputo dove gli attivisti, fra cui anche due formatori, fossero rinchiusi né fosse stato loro consentito, in questo lasso di tempo di contattare, famigliari e legali.

 

“L’assurdità delle accuse nei confronti di Idil Eser e delle altre nove persone rivela la natura estremamente grave dell’attacco portato contro alcune delle più importanti organizzazioni della società civile turca“, ha dichiarato Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International. Anche perché esattamente un mese fa era stato arrestato anche Taner Kılıç, presidente di Amnesty International Turchia, insieme ad altri 22 avvocati.

 

Ormai in Turchia sono migliaia le persone, soprattutto fra avvocati, attivisti per i diritti civili, docenti, intellettuali e giornalisti che vengono arrestati, allontanati dal posto di lavoro o a cui vengono ritirati i documenti per l’espatrio. Una situazione di tensione e di mano dura del governo che limita le libertà di espressione e i diritti umani in Turchia, favorendo un clima di rabbia e paura.

 

Sul sito di Amnesty Italia è possibile firmare gli appelli per il rilascio immediato degli attivisti arrestati

 

V.V.

 

18/07/2017