Mercoledì 13 Dicembre 2017
La Corte di Assise di Milano riconosce le torture nei campi di detenzione in Libia PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Valentini   
Venerdì 13 Ottobre 2017 10:34

L'ASGI, Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione, esprime soddisfazione per l'esito del processo celebrato presso la Corte d'assise di Milano in cui si è costituita parte civile.

 

Per la prima volta nelle aule di un Tribunale italiano una sentenza ha chiaramente affermato quanto efferate siano le condizioni a cui sono sottoposti decine di esseri umani in Libia, giudicando attendibili e comprovate le testimonianze dei richiedenti asilo che hanno potuto dare un quadro di inaudita violenza delle torture subite (violenze sessuali ripetute, omicidi di coloro che non ricevono dai familiari il denaro richiesto dai trafficanti, torture, addirittura esposizione dei corpi dei soggetti morti dopo le torture per ottenere effetto deterrente) attraverso la loro presenza” .

 

Da rilevare che il processo su fatti accaduti in Libia si è tenuto in Italia per specifica richiesta del Ministero della Giustizia, data la gravità dei fatti in giudizio e viste le condizioni di insicurezza e il livello di violenze riscontrato in Libia. Tali condizioni sono da tempo confermate dalle Nazioni Unite e da innumerevoli rapporti autorevoli e indipendenti che sottolineano la mancanza delle condizioni minime di accesso ai diritti fondamentali necessari e non possono essere sconosciuti al nostro esecutivo né al Ministro dell'Interno. Alla luce di questa condanna appaiono, pertanto, ancor più gravi le conseguenze delle scelte politiche attuate dall'Italia e dall'Unione europea e volte al respingimento dei migranti in Libia attraverso accordi con le autorità locali.

 

L'ASGI fa appello al Governo ed al Parlamento italiano affinché prendano atto della necessità di una svolta nelle politiche migratorie attuate negli ultimi anni, facilitando così l'ingresso per lavoro e quello per richiedere protezione, attuando il soccorso in mare dei migranti e dismettendo gli accordi di riammissione in specie con Paesi e soggetti che non garantiscono il pieno rispetto della vita e della dignità della persona, conformemente alla Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo ed alla Convenzione di Ginevra sul riconoscimento dello status di rifugiato.

 

13-10-2017

 

Ufficio Stampa ASGI