Mercoledì 22 Novembre 2017
La guerra è il mio nemico... ed Emergency insegna a “combatterla” fin da giovani PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Valentini   
Giovedì 09 Novembre 2017 12:07

Arriva la seconda edizione della bellissima iniziativa pensata da Emergency, in collaborazione con Unisona, e diretta a studenti ed insegnati delle scuole superiori. Il live "La guerra è il mio nemico" si è svolto questa mattina a Milano ed in oltre 100 sale cinematografiche italiane è stata trasmessa la diretta satellitare dell’incontro, condotto da Camila Raznovich, in cui Gino Strada, Rossella Miccio e operatori di Emergency hanno raccontato l’esperienza dell’Associazione che da anni opera in scenari di guerra attraverso progetti umanitari e fornendo assistenza medica.

 

“Otto persone nel mondo possiedono la ricchezza della metà più povera della popolazione mondiale. Intanto, ogni giorno, una persona su nove va a letto affamata. E ci sorprendiamo ancora del fatto che sempre più persone decidano di intraprendere viaggi pericolosi in cerca di un futuro migliore?” Le parole di Gino Strada sono arrivate alle oltre 25mila persone fra studenti ed insegnati che oggi erano in collegamento dai cinema, più tutti coloro che hanno potuto interagire con le pagine web e social dell’evento.

Oltre alle testimonianze degli operatori di Emergency si sono susseguiti gli interventi di reporter, personalità del mondo dello spettacolo, rifugiati e contributi video delle storie, delle scelte delle vittime di guerra e delle persone che subiscono la follia della guerra. Persone che spesso rileghiamo in numeri ma che hanno storie, vite, case che lasciano in cerca di una salvezza.

“L’incontro vuole mettere in luce la follia della guerra e le sue catastrofiche conseguenze in termini di costi, innanzitutto umani oltre che economici. – dichiarano gli organizzatori - È importante ripensare a una distribuzione ragionevole, più equa e più giusta delle risorse, per un mondo basato sui diritti umani. Un’occasione per approfondire, confrontarsi e informarsi su temi di attualità e di interesse comune; per essere più consapevoli di come le scelte siano sinonimo di responsabilità individuale ma anche di responsabilità verso gli altri”.

Una presa di coscienza, una lotta alla guerra e alle sue drammatiche conseguenze che è giusto inizi proprio dai ragazzi, dalla scuola, dalla promozione di una cultura della pace.

 

Valentina Valentini

 

09-11-2017