Venerdì 27 Aprile 2018
A Como pietà l’è morta PDF Stampa E-mail
Scritto da DirittiDistorti   
Martedì 19 Dicembre 2017 20:00

Senza voler abusare della retorica del Natale, sarebbe però opportuno che a Natale non dico si fosse tutti più buoni ma almeno si evitasse di non essere più cattivi degli altri periodi dell’anno. Ecco, ques’anno tocca a Como, alla sua amministrazione, la palma d’oro dell’inospitabilità e della mancanza di solidarietà.

 

Il sindaco Mario Landriscina ha deciso l’applicazione di multe fino a 300 euro per chi chiede l’elemosina in centro o si ripara sotto i lunghi e bei portici della città. Ma c’è di più a volontari che tentano di aiutare chi ha bisogno, magari con un pasto caldo, un po' di pane e del latte, è stato vietato di farlo.

 

Il tutto è previsto in un’ordinanza anti accattonaggio «per ripristinare il decoro e la vivibilità urbana»; tale illuminata ordinanza ha durata di 45 proprio per coprire il periodo delle Festività Natalizie. Una tipica iniziativa che sembra veramente mancare di decoro.

 

Generosità ed altruismo vengono perseguiti, la povertà viene punita ed ancor più emarginata come fosse una colpa: per rimanere nell’immaginario del Natale, nulla è cambiato da quella foto che ci viene consegnata e rinnovata ogni anno dal Presepe, quel piccolo mondo, che, in chiave laica o religiosa, ci ricorda come da sempre il povero o chi per diversi motivi si trova ai margini viene scacciato, mal sopportato e spesso punito.

 

Alcuni volontari del gruppo "WelCom", che da sette anni distribuiscono la colazione a chi dorme per strada, hanno protestato quando dai vigili gli è stato “impedito di offrire la colazione alle persone che dormono all'aperto perché i nostri semplici gesti sarebbero contrari alla nuova ordinanza del Comune di Como. Indignazione è stata espressa dalla Caritas, mentre dall'associazione Como Senza Frontiere alla Cgil è stato chiesto al sindaco di revocare l'ordinanza.

 

In attesa di revoche e ripensamenti per ora a Como pietà l’è morta.

 

 

A. V.

 

 

19-12-17