Mercoledì 18 Luglio 2018
Povertà. OXFAM, affrontare con urgenza il divario tra ricchi e poveri PDF Stampa E-mail
Scritto da DirittiDistorti   
Lunedì 22 Gennaio 2018 13:09

In tutto il mondo, la stragrande maggioranza delle persone è a favore di un'azione immediata per contrastare la disuguaglianza tra i più ricchi del mondo e i più poveri. Intervistando 70.000 persone in 10 paesi, nel suo Rapporto "Ricompensare il lavoro, non la ricchezza", diffuso oggi alla vigilia del meeting annuale del Forum economico mondiale di Davos, Oxfam ha rilevato che circa 2/3 degli interpellati ritengono che il divario tra ricchi e poveri debba essere affrontato con urgenza.

 

Per questo Oxfam chiede ai governi di "adottare una serie di misure atte a contrastare l'estrema disuguaglianza e costruire opportunità di lavoro ben retribuito e tutelato". La confederazione internazionale di organizzazioni non profit propone quindi di "incentivare modelli imprenditoriali che adottino politiche di maggiore equità retributiva e sostengano livelli salariali dignitosi; introdurre un tetto agli stipendi dei top-manager, così che il divario retributivo non superi il rapporto 20:1 ed eliminare il gap di genere; proteggere i diritti dei lavoratori, specialmente delle categorie più vulnerabili: lavoratori domestici, migranti e del settore informale, in particolare garantendo loro il diritto di associazione sindacale.

 

Tra le proposte avanzate da Oxfam anche "assicurare che i ricchi e le grandi corporation paghino la giusta quota di tasse, attraverso una maggiore progressività fiscale e misure solide di contrasto all'evasione ed elusione fiscale; aumentare la spesa pubblica per servizi come sanità, istruzione e sicurezza sociale a favore delle fasce più vulnerabili della popolazione.

"Anche le imprese -aggiunge Oxfam- potrebbero già mettere in campo autonomamente azioni per promuovere un'economia dal volto più umano: una tra tutte l'assicurare un salario dignitoso a tutti i lavoratori, come azione prioritaria rispetto alla distribuzione dei dividendi agli azionisti o al pagamento di mega bonus ai top manager". "Difficile trovare oggi un esponente del mondo politico o economico che non sia preoccupato per la disuguaglianza, ma ancora più difficile è trovarne uno che stia agendo concretamente per porvi rimedio" commenta Roberto Barbieri, direttore generale di Oxfam Italia. "Al contrario, -aggiunge- osserviamo l'adozione di provvedimenti irresponsabili, come il taglio delle tasse ai più facoltosi o la rottamazione dei diritti in materia di lavoro".

 

Misure che, chiarisce Barbieri, "esasperano i livelli di disuguaglianza, proprio mentre, in tutto il mondo, i cittadini reclamano un salario dignitoso e pari diritti per lavoratori e lavoratrici, chiedendo che multinazionali e ricchi individui paghino la loro giusta quota di imposte e che venga posto un limite alla concentrazione di potere e ricchezza in così poche mani".

 

Che sia una questione da affrontare con urgenza, lo evidenziano ancora i dati Oxfam che mostrano come si sia allargata la forbice tra i più ricchi e i poveri del mondo. L'82% dell'incremento di ricchezza netta registrato tra marzo 2016 e marzo 2017 è andato all'1% più ricco della popolazione globale, mentre a 3,7 miliardi di persone che costituiscono la metà più povera del mondo non è arrivato un solo centesimo.

Il dossier rivela come "il sistema economico attuale consenta solo a una ristretta élite di accumulare enormi fortune, mentre centinaia di milioni di persone lottano per la sopravvivenza con salari da fame". Da marzo 2016 a marzo 2017, segnala il dossier, il numero di miliardari è aumentato al ritmo impressionante di 1 ogni 2 giorni.

 

E la disuguaglianza desta seria preoccupazione anche in Italia. A metà 2017 il 20% più ricco degli italiani deteneva oltre il 66% della ricchezza nazionale netta, il successivo 20% ne controllava il 18,8%, lasciando al 60% più povero appena il 14,8% della ricchezza nazionale.

La quota di ricchezza dell'1% più ricco degli italiani superava di 240 volte quella detenuta complessivamente dal 20% più povero della popolazione.

Nel periodo 2006-2016 la quota di reddito nazionale disponibile lordo del 10% più povero degli italiani è diminuita del 28%, mentre oltre il 40% dell'incremento di reddito complessivo registrato nello stesso periodo è fluito verso il 20% dei percettori di reddito più elevato.

 

 

22-1-18