Sabato 21 Luglio 2018
Cisterna di Latina. Una mattanza e troppe sottovalutazioni e indifferenza PDF Stampa E-mail
Scritto da DirittiDistorti   
Giovedì 01 Marzo 2018 11:23

Luigi Capasso, il carabiniere di stanza a Velletri, ieri dopo aver sparato alla moglie Antonietta, sotto la sua abitazione a Cisterna di Latina, si è barricato in casa con le due sue figlie e dopo averle uccise si è suicidato. L'uomo, lo ricordiamo, si era barricato per nove ore con le bambine a quel punto forse già morte.

 

Capasso, secondo una prima ricostruzione, ha visto la moglie in garage e le ha sparato più colpi di pistola. Poi è salito in casa e ha sparato alle figlie che dormivano nei loro letti. La donna è in gravi condizioni, sedata, ancora in pericolo di vita.

 

Ancora un caso gravissimo di violenza contro le donne, di cui due bambine morte per mano del padre, appuntato dei carabinieri ed in possesso dell’arma di ordinanza con cui ha fatto la mattanza di ieri.

 

Subito dopo la tragedia è il momento del lutto e dell’orrore che scorre davanti agli occhi, delle considerazioni sul perché seguitino ad avvenire simili fatti, senza che si faccia qualcosa prima. Nonostante la grande informazione che viene fatta sul tema e le importanti campagne con testimonial famosi, non si riesce ad abbattere il fenomeno della violenza contro le donne, una violenza cieca, reiterata, ingiustificata.

 

Una violenza però che vede tropo spesso i protagonisti di questa considerate persone con cui parlare e scherzare a lavoro, persone che vedono accogliere i loro comportamenti o considerazioni un po’ strane con battute e sorrisetti, se non superficiali e sciocchi incoraggiamenti magari a farsi valere nei confronti di una donna che non lo vuole più, persone accettate nei loro contesti sociali e lavorativi.

E questo è il contesto in cui poi nasce il gesto estremo, che nessuno si sarebbe mai aspettato, questo è il contesto giustificazionista e non di corale e totale condanna per comportamenti e atteggiamenti da censurare anche se sono solo accennati.

 

In tal senso trovo importanti le parole del ministro Minniti che dice: "Quello che è avvenuto a Cisterna di Latina è inaccettabile. Innanzitutto per me, per le mie responsabilità. Perché su queste questioni ci sono troppe sottovalutazioni".

 

Per Maria Cecilia Guerra, capogruppo al Senato di Liberi e Uguali, "Antonietta Gargiulo aveva presentato un esposto, aveva messo a verbale al commissariato di Cisterna di temere per sé e per le figlie e aveva parlato più volte con i superiori del marito. Le bambine erano terrorizzate dal padre e non volevano più incontrarlo. Perché il comando dei carabinieri non ha levato l'arma di ordinanza all'appuntato quando la moglie ne ha segnalato pericolosità e violenza? Chiediamo con forza una inchiesta per omissione di atti d'ufficio per accertare le responsabilità di chi avrebbe dovuto evitare l'accaduto, prevenirlo, mettere in salvo la madre e le bambine".

 

Ecco, troppe sottovalutazioni, troppe alzate di spalle, troppa indifferenza.

 

 

1-3-18