Martedì 17 Luglio 2018
Tutti diversi ma con gli stessi diritti. NO all’omofobia PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Valentini   
Giovedì 17 Maggio 2018 14:03

La Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia si celebra ormai da 14 anni in tutto il mondo il 17 maggio, contro le discriminazioni e le violenze contro persone LGBT.

La Giornata è riconosciuta anche dall'Unione Europea che nel 2007 ha varato la "Risoluzione del Parlamento europeo sull'omofobia in Europa" che invita “tutti gli Stati membri a proporre leggi che superino le discriminazioni subite da coppie dello stesso sesso e chiede alla Commissione di presentare proposte per garantire che il principio del riconoscimento reciproco sia applicato anche in questo settore al fine di garantire la libertà di circolazione per tutte le persone nell'Unione europea senza discriminazioni". Nonostante in Italia si sia avviato un percorso con il riconoscimento delle unioni civili siamo ancora molto indietro circa le politiche di garanzia ed uguaglianza degli appartenenti alla comunità LGTB.

 

Il report annuale di ILGA-Europe mette l’Italia al 32mo posto della classifica arcobaleno ed anche dall’annuale report di Arcigay emerge un quadro ancora preoccupante. Sono più di 100 i casi presi ad esame fra gli episodi di omotransfobia raccontati negli ultimi 12 mesi dai mass media, fra questi ci sono ben 4 omicidi. “L’omotransfobia è ancora oggi, e forse sempre di più, un fenomeno che impatta concretamente nella vita reale delle persone, nelle loro relazioni familiari e di vicinato, nei luoghi che frequentano o dai quali vengono allontanate o precluse” dichiara Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay. Tanto che per il 2018 la campagna lanciata da Arcigay porta il claim “Se è omofoba non è famiglia”.

Dall’associazione fanno sapere infatti che nelle quotidiane denunce e richieste di aiuto che ricevono nei 68 presidi in tutta Italia, molte richieste di aiuto provengono da adolescenti e giovani che a causa delle propria identità sessuale vengono discriminati, umiliati, sottoposti a violenza fisica e psicologica proprio all’interno dei loro stessi nuclei familiari. Una condizione di disagio forse fra le peggiori, perché nasce fra gli affetti, nel luogo che dovrebbe essere il più sicuro. La forza ed il coraggio di affermare se stessi passa anche attraverso la famiglia e forse per questo nelle tante manifestazioni, durante i Gay Pride, è sempre bello trovare tante famiglie e l’associazione dei genitori di persone LGTB che, di solito, espone i cartelli “orgogliosi dei nostri figli”.

 

Amore, diritti e rispetto sono le parole chiave. E "A little Respect" è il brano scelto dal Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli per il video lanciato per questa giornata, a cui partecipano fra gli altri le attiviste e gli attivisti del Mario Mieli ed il cast del Muccassassina. "La comunità LGBT pretende rispetto, non ci interessa la tolleranza - afferma il presidente dello storico circolo, Sebastiano F. Secci - noi per omofobi e fascisti vogliamo essere intollerabili, poiché non medieremo mai sulle nostre istanze di parità, dignità e laicità".

 

V.V.

 

17-05-2018