Lunedì 16 Luglio 2018
Uno schiaffo al 25 aprile PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Valentini   
Mercoledì 28 Aprile 2010 14:22

Velletri, la mia città, ha celebrato il 25 aprile in un modo insultante per chi, in quel giorno di tanti anni fa, restituì all’Italia la dignità, la libertà e costruì la democrazia e la repubblica...

Il 26 aprile il Consiglio Comunale di Velletri, su proposta dell’opposizione di centro destra e con il contributo di alcuni consiglieri del centro sinistra, ha deliberato di conferire la cittadinanza onoraria al giornalista Giampaolo Pansa.
Egli negli ultimi anni si è reso protagonista di un suo personale filone “romanzesco”, che nulla ha a che vedere con la storia e attraverso il quale ci racconta episodi, più o meno di fantasia, nei quali ci sono dei “vinti”, cioè i fascisti militanti di Mussolini o i loro sostenitori e sostenitrici, che in alcuni casi sono buoni e, comunque, alla fine, quando giunge la morte si diventa tutti uguali: partigiani e fascisti, chi combatté insieme agli alleati per dare all’Italia la democrazia e chi difese e uccise in nome della dittatura, della guerra di Hitler e delle leggi razziali. Pansa da un punto di vista morale compie un’operazione strumentale, di parte; e dal punto di vista storico non fa assolutamente nulla, perché nulla di storico vi è nelle sue parole, che addirittura nulla hanno a che vedere con il revisionismo (cosa comunque più complessa delle romanzate di Pansa).
Non racconta né la storia, né l’onore dei vinti, il sangue forse, ma poiché tanto sangue è stato versato di giusti ed innocenti poteva dedicarsi a questo. La storia non è né dei vinti né dei vincitori, è solo la realtà che ci ha consegnato un’Italia democratica, libera, nella quale si può sedere in un Consiglio Comunale, in Parlamento, si può discutere e confrontarsi. L’onore poi è parola importante: quale onore a chi allora in Italia, o oggi in altre parti del mondo, difese una dittatura? Quale onore a chi, italiano e fascista, accompagnò le SS nelle case di Sant’Anna di Stazzema a trucidare donne, anziani, bambini, una bimba di solo 20 giorni? Quale onore a chi, italiano, faceva la spia perché nel proprio palazzo c’era un ebreo, un comunista, un azionista? Quale onore per coloro della Decima Mas che compivano rastrellamenti nei paesini popolati di donne e bambini?
Cosa vuole dimostrare Pansa e con lui quelli che oggi ne “scoprono” le doti di scrittore e lo seguono? Vuole dimostrare che la morte, il sangue, rende uguali i fascisti che consegnarono Sant’Anna di Stazzema e i partigiani che combattevano per la libertà? Vuole dimostrare che giovanissime staffette partigiane, come Tina Anselmi e tante altre, sono uguali ad altri giovinetti e giovinette che magari per “ingenuità” stavano con il regime fascista? Pansa vuole tutto ciò, ma non capisco come possa avvalorare questo pensiero il Comune di Velletri con il conferimento della cittadinanza onoraria. Uno schiaffo alla memoria, alla storia d’Italia e a quella di Velletri e dei suoi martiri, come quelli di Pratolungo.


Alessandra Valentini

Il comunicato di Sinistra Ecologia Libertà