Mercoledì 15 Agosto 2018
Incidente ferroviario Corato. Al via udienza preliminare PDF Stampa E-mail
Scritto da DirittiDistorti   
Lunedì 16 Luglio 2018 10:35

Comincia oggi, a due anni dal grave incidente, davanti al gup del Tribunale di Trani, l'udienza preliminare per il rinvio a giudizio di 18 persone e della società Ferrotramviaria, imputate nel procedimento penale sullo scontro fra due treni avvenuto il 12 luglio 2016 sulla tratta fra Andria e Corato, in cui persero la vita 23 persone e altre 51 rimasero ferite.

Gli imputati sono accusati, a vario titolo, di disastro ferroviario, omicidio colposo, lesioni gravi colpose, omissione dolosa di cautele, violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro e falso.

Nelle scorse settimane Regione Puglia, alcuni Comuni, associazioni e familiari delle vittime hanno annunciato la costituzione di parte civile nei confronti dei due capostazione, un capotreno, dirigenti e funzionari di Ferrotramviaria e del Ministero delle Infrastrutture. L'udienza è iniziata proprio con le richieste di costituzione di parte civile.

 

Stando alle indagini della magistratura tranese, quel giorno da Andria fu dato l'ok alla partenza del treno senza aspettare l'incrocio con il convoglio proveniente da Corato, la cui partenza, però, non era stata neppure comunicata. Per queste condotte la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per i dirigenti di movimento di Andria e Corato, Vito Piccareta e Alessio Porcelli, il dirigente coordinatore centrale Francesco Pistolato e il capotreno Nicola Lorizzo, che viaggiava sul convoglio partito da Andria (il collega che era a bordo del treno da Corato è tra le vittime).

Ai due capostazione si contesta anche di aver falsificato i registri contenenti le annotazioni sui "via libera" per la partenza dei treni.

Agli allora dirigenti di Ferrotramviaria, gli amministratori delegati Enrico Maria Pasquini e sua sorella Gloria Pasquini, il direttore generale Massimo Nitti, il direttore di esercizio Michele Ronchi e altri sei dirigenti, la Procura di Trani contesta di non aver adeguatamente valutato i rischi, violando una serie di norme sulla sicurezza. Avrebbero sottovalutato il pericolo nonostante 20 inchieste disciplinari aperte fra il 2003 e il 2015 a seguito di incidenti sfiorati.

Rischia il processo anche il direttore generale del ministero delle Infrastrutture, Virginio Di Giambattista, accusato in concorso con un'altra dirigente, Elena Molinaro, di non aver "compiuto verifiche periodiche" e adottato "provvedimenti urgenti" per eliminare il sistema del blocco telefonico su quella tratta a binario unico.

 

Si tornerà in aula il prossimo 7 settembre per eventuali eccezioni preliminari delle difese anche sulle richieste di costituzione delle parti civili. "È incoraggiante per tutti noi che sia già iniziata l'udienza preliminare. Altri processi di strage hanno avuto tempo molto più lunghi" ha dichiarato a margine Daniela Castellano, figlia di una delle vittime, che oggi ha assistito all'udienza insieme con molti altri familiari.

"Si spera di arrivare al più presto a processo - ha continuato - e che tutte le responsabilità vengono accertate e punite".

 

16-7-18