Sabato 21 Ottobre 2017
Gaza. Angela Lano, a bordo non c’erano terroristi solo persone disarmate PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Valentini   
Giovedì 03 Giugno 2010 07:26

Ieri mattina sono stari fatti uscire dal  centro di detenzione temporaneo di Beer Sheva per essere portati a Tel Aviv (12 ore bloccati in aeroporto)...

e da lì alla volta della Turchia ed oggi saranno a Roma, così in parte sembra finire l’incubo di sei pacifisti italiani, assaltati sulla flottiglia e poi imprigionati, insieme a tutti gli altri attivisti, dalle autorità israeliane. Se qualcuno volesse tentare di sminuire l’accaduto o di definire un modo soft lo stato di reclusione ingiustificato a cui sono stati sottoposti Angela Lano, Giuseppe Fallisi, Ismail Abdel-Rahim Qaraqe Awin, Manuel Zani,  Marcello Faracci, Manolo Luppichini, sono le parole della giornalista Angela Lano a chiarire i fatti. “Siamo stati rapiti - spiega - sia sulla nave che in prigione, dove non avevamo nessun tipo di diritto: non potevamo fare telefonate, chiamare i nostri avvocati. Sono anni che mi occupo di Palestina. A bordo non c'erano terroristi. Solo persone normali, disarmate armate solo del loro corpo”. Al momento del bliz, continua la giornalista torinese, “non avevamo con noi nessun oggetto personale: durante il blitz ed al porto di Ashdod ci hanno sequestrato tutto, dicendoci di prendere con noi solo documenti d'identità e medicinali. Nel carcere sono stata in cella con altre tre donne: un'ebrea, una cristiana ed una musulmana. C'era una grande armonia tra noi, perchè avevamo tutte gli stessi obiettivi”.

3-6-10