Lunedì 16 Ottobre 2017
Strage Viareggio. Dai Comitati “no” a Moretti e giustizia per Viareggio PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Valentini   
Martedì 15 Giugno 2010 15:30

Di Alessandra Valentini - Anche oggi fumata nera per Mauro Moretti che ancora non riesce a essere nominato per la seconda volta amministratore delegato delle Ferrovie, carica che attualmente ricopre con il mandato in scadenza...

L’assemblea dei soci che oggi si sarebbe dovuta riunire a Piazza della Croce Rossa è stata, infatti, rinviata ancora una volta. Invece non hanno rinviato la protesta i familiari delle vittime di Viareggio, i ferrovieri e i cittadini che, anche oggi, hanno fatto sentire la propria voce, manifestando davanti alla sede delle Ferrovie e chiedendo le dimissioni di Moretti e verità e giustizia sulla strage di Viareggio. Se non sono riusciti a farlo dimettere, di certo a Moretti non deve aver fatto piace ritrovare, puntuali, ad ogni appuntamento per la sua riconferma i Comitati di Viareggio che spiegano i perché di “Dimetti Moretti”, come recita uno degli striscioni esposti anche oggi. Oltre allo striscione c’erano le foto di ciascuna delle 32 vittime della strage ferroviaria di Viareggio dello scorso 29 giugno, un anno fa, un anno trascorso nel dolore e nella ricerca di giustizia e verità, un anno, come ha detto la signora Luciana, “in attesa di poter guardare negli occhi chi ha ammazzato mio figlio”. I 32 nomi sono risuonati incessantemente durante il presidio: un atto d’accusa forte verso chi poteva e doveva evitare quella tragedia, attuando le norme, rispettandole, investendo sulla sicurezza. Ad oggi risultano 7 indagati, nessun nome di spicco a quanto è dato sapere, ma la filiera delle responsabilità di quanto successo a Viareggio andrebbe ben ricostruita.
Per dire “no” a Moretti e chiedere che mai più ci sia un’altra Viareggio, i familiari delle vittime ed i ferrovieri sono partiti alle 4 di mattina, in attesa di coloro che viaggiano in auto blu o grigio metallizzato. Sono partiti con l’orgoglio e il coraggio di chi vuole un po’ di giustizia e non può accettare che chi è al vertice delle Ferrovie dello Stato davanti a 32 morti e tantissimi feriti, che ancora oggi non sono tornati ad un vita normale, definisca l’incidente “uno spiacevole episodio”. Tra i presenti, oltre ad un nutrito gruppo di ferrovieri di Viareggio, hanno partecipato anche altri compagni di lavoro di Roma, tra cui il macchinista e Rls Dante De Angelis, licenziato nel 2008 (poi riassunto) per aver parlato di sicurezza sui notri treni. 
Per Andrea Maccioni, vicepresidente dell’associazione Il mondo che vorrei e che nella tragedia ha perso la sorella e i due nipotini, “Moretti deve andare a casa. Durante la sua dirigenza  è avvenuta la strage di Viareggio, cui sono seguiti altri morti e altri incidenti sui binari. Per questo chiediamo che non rimanga al suo posto”. Per i rappresentanti dell’Assemblea 29 giugno, composta da ferrovieri e cittadini di Viareggio, “il Governo e i ministri interessati, se confermano Moretti, si assumono una grande responsabilità nei confronti dei cittadini di Viareggio, dei familiari delle vittime, dei lavoratori, dei ferrovieri e dei viaggiatori, ciascuno in modo diverso vittima di una gestione delle Fs mirata allo smantellamento del servizio, della sicurezza e del diritto alla mobilità”. Luciana è la mamma di Federico, morto a 32 anni, è una signora piccolina e determinata e ricorda come “quelle dichiarazioni di Moretti ancora ci offendono. Io ho perso mio figlio e mia nuora, noi chiediamo solo giustizia, quella vera, è una richiesta che dobbiamo in nome dei nostri cari, affinché non siano uccisi due volte”.


15-6-10

IN GALLERY LE FOTO DEL PRESIDIO A ROMA IL 15 GIUGNO

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‘Dimetti Moretti!’: la petizione promossa dai Comitati di Viareggio