Mercoledì 13 Dicembre 2017
Viareggio. 18 indagati per la strage del 29 giugno. Si aspettano i nomi PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Valentini   
Lunedì 21 Giugno 2010 19:27

“A giorni, verranno fuori gli avvisi di garanzia...

Non escludo che io stesso sia coinvolto, visto che, ogni qualvolta nella storia ci sono state cose di questo genere, tutti quanti sono stati compresi negli avvisi di garanzia”, così l’a.d. delle Fs Mauro Moretti in una agenzia stampa delle ore 11.39. Una dichiarazione importante, un bel mettere le mani avanti, all’inizio non se ne capiva bene il perché, visto lo scarica barile di questi mesi fatto dalle Fs sulle responsabilità dell’incidente, finché qualche ora dopo non è giunta dalla Procura di Lucca la notizia che per la strage di Viareggio dello scorso 29 giugno risultano indagate 18 persone, ma il numero potrebbe anche crescere. Infatti “l'individuazione dei soggetti da sottoporre a indagine - hanno fatto sapere i magistrati - non può ritenersi allo stato conclusa”. Su 18 indagati, per ora si sanno solo i nomi dei responsabili dell'officina tedesca dove era stato controllato l'asse del carro: Joachim Lehamann, Andreas Schroter e Uwe Kriebal. Ma Viareggio oltre ai numeri aspetta proprio i nomi. Il Procuratore Aldo Cicala i nomi ancora non li dice, spiegando che “le cause del disastro ferroviario sono molteplici. Stiamo indagando a tutti i livelli, su diversi ambiti, esaminando via via le varie responsabilità che emergono”. Ed anche su Moretti non dice nulla. Tuttavia sembra che qualcosa su Rfi sia lì lì per emergere, viste le notizie pubblicate dal Corriere della Sera di sabato, che riportavano come dal risultato delle indagini emergessero responsabilità legate a Rfi. Il punto in questione sarebbe proprio quello dei picchetti che tracciano le curve, uno dei quali potrebbe aver tranciato il carro da cui è uscito il gpl che causò la fatale esplosione. A tal proposito gli inquirenti farebbero riferimento ad una vecchia disposizione interna scritta e protocollata dalla direzione tecnica di Rfi nella quale si indicavano come pericolosi i picchetti che servono a tracciare le curve. Intanto è passato quasi un anno durante il quale i familiari delle 32 vittime della strage, gli amici, i cittadini di Viareggio, i ferrovieri chiedono il diritto ad avere verità e giustizia, chiamando in causa lo stesso Moretti, del quale stanno chiedendo le dimissioni anche tramite una raccolta di firme.  Daniela Rombi, mamma di Emanuela, 21 anni, morta dopo 42 giorni di agonia, commenta così le notizie di oggi: “queste notizie allargano il cuore. Credo nella giustizia del cielo, ma ho bisogno anche di quella terrena, anche se Emanuela non me la restituirà nessuno. Però qualcosa deve cambiare, perché non succeda più”.


A.V.

21-6-10