Domenica 20 Maggio 2018
Bologna 2 agosto 1980-2010. Anche un fumetto a ricordare la strage PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Valentini   
Sabato 31 Luglio 2010 12:57

Quella mattina del 2 agosto la sala d’aspetto della Stazione di Bologna è affollatissima, tutti in partenza o in arrivo per le vacanze: qui, improvvisa, l’esplosione che fece crollare l'ala ovest dell'edificio,...

ma l’onda d’urto e i detriti investirono anche il treno Ancona-Chiasso, che, giunto in ritardo, al momento si trovava in sosta sul primo binario, distruggendo circa 30 metri di pensilina, ed il parcheggio dei taxi antistante la Stazione. Si capisce subito che siamo di fronte ad una strage, ma da parte delle autorità, nelle prime ore si parla di incidente, forse l’esplosione di una caldaia.
"2 agosto 1980 - 2 agosto 2010. Strage fascista alla stazione di Bologna: 85 morti e 200 feriti. Trent'anni di veleni contro le tante verità accertate, di premi per gli assassini, di mandanti senza volto, di segreti di Stato". Così recita il manifesto realizzato nel trentesimo anniversario della strage avvenuta alla Stazione di Bologna, dove una bomba esplose alle ore 10.25, fermando il tempo per 85 persone e per tutti coloro che ancora oggi, passando nella stazione, volgono lo sguardo all’orologio. Le lancette segnano un tempo fermo in attesa di una verità ancora non del tutto svelata, come ricordano sempre i familiari delle vittime che si battono da anni per la richiesta dell'abolizione del segreto di Stato e per conoscere la vera dinamica della strage.
Ricordiamo che, dopo anni di processi, Giusva Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini sono stati individuati come gli esecutori della strage. Un attentato terroristico rispetto al quale i tre si sono sempre proclamati innocenti. Ma se gli esecutori sono stati individuati, molto ci sarebbe ancora da sapere sui mandanti e sui perché dell’attentato. Il manifesto per i trent’anni dalla strage lo dice con sintesi e chiarezza, parlando di “strage fascista” e di “mandanti senza volto”, “segreti di Stato”. Quanto ancora si dovrà aspettare? Quanti governi di destra e sinistra lasceranno senza risposta le domande di chi chiede di sapere? L'unica novità per le celebrazioni dei trent'anni dalla strage è che nessun ministro della Repubblica sarà presente a Bologna.
Ma quest’anno per non dimenticare il 2 agosto, e per far sì che anche i più giovani conoscano una pagina importante della storia d’Italia, è stato realizzato da Laprovitera e Vivaldo il fumetto “Il Treno”, con un’intervista a Paolo Bolognesi. Il fumetto racconta la storia di Marco, in viaggio in treno verso Bologna il 2 agosto del 1980, quando il convoglio si ferma bruscamente. Pochi minuti dopo a bordo comincia a diffondersi la notizia di un attentato: “Gierre Uno. Edizione straordinaria… una violenta esplosione ha fatto crollare parte della stazione di Bologna. Ci sono morti e feriti…”. Angosciato, Marco abbandona il treno e corre lungo i binari, verso il luogo della tragedia. Febbraio 1968, dodici anni prima: Marco e Andrea sono poco più che ventenni e frequentano la stessa facoltà, attualmente occupata dagli studenti del movimento di contestazione. Tra questi anche Sandra, di cui entrambi i ragazzi – diversi per indole ed estrazione eppure molto amici – sono innamorati. La tensione politica è forte, si tocca con mano: ma il peggio deve ancora arrivare. Il treno viaggia deciso e inarrestabile, lungo le spirali del tempo, sui binari costretti e contorti che la Storia stessa ha descritto. A bordo, tre giovani vite – unite da un passato che non si può dimenticare – lottano per il proprio presente e per il futuro di molti, dirette verso un’unica, terribile destinazione: un boato che da trent’anni non smette di riecheggiare.


A.V.


31-7-10