Domenica 25 Giugno 2017
Arcigay lancia la campagna di prevenzione 'Fate l'Amore. E la guerra all'AIDS' PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Valentini   
Mercoledì 01 Dicembre 2010 14:51

Arcigay, in occasione della Giornata mondiale per la lotta contro l’Aids istituita nel 1998 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, lancia la campagna nazionale di prevenzione “Fate l'Amore. E la guerra all'AIDS”.
“Quest’anno distribuiremo 25000 preservativi, 40 mila cartoline, affiggeremo 2500 manifesti e faremo informazione mirata sui media lgbt”, spiega Rebecca Zini, responsabile salute di Arcigay.
“I contagi non sono in diminuzione e interessano anche la comunità lgbt e la popolazione giovanile. Per questo abbiamo scelto di richiamare esplicitamente, e con estrema chiarezza a differenza delle Istituzioni che lo ritengono ancora un tabù, l’attenzione alle “armi di protezione di massa” e cioè preservativi, gel e del dental dam. Il loro uso non è un’opzione: sono gli unici strumenti scientificamente testati che abbiamo a disposizione per la prevenzione. Il richiamo al fare l’amore vuole essere una risposta netta a coloro che intendono fare prevenzione richiamando alla castità o a precetti etico morali. E’ un errore: i programmi di educazione sessuale devono parlare esplicitamente degli strumenti per prevenire le infezioni”.
“Abbiamo scelto di fare quello che troppo spesso le Istituzioni non fanno - aggiunge Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay - e cioè insistere sulla prevenzione. I dati diffusi dal Ministero sulla pandemia sono ampiamente sottostimati e la narrazione del problema hiv aids è notevolmente al di sotto della realtà. Le politiche di prevenzione sono insufficienti e non è accettabile che su un tema come questo si possano fare tagli o proporre campagne informative antiquate, come quelle che stiamo vedendo in questi giorni. Le Istituzioni hanno l’obbligo di scegliere, e la scelta politica fatta sin qui è quella di puntare sulla cura di cittadini malati piuttosto che sull’integrità fisica di cittadini sani. Arcigay ritiene che lo Stato debba, al contrario, spendere ampie risorse per la prevenzione. La campagna nazionale che abbiamo messo in campo è interamente finanziata dall’associazione, ma il terzo settore non si può fare carico di oneri e responsabilità che spettano al settore pubblico. Da questo punto di vista sarebbe bene che le istituzioni si sveglino e mettano in campo strategie di prevenzione con informazione e distribuzione massiccia di preservativi, e non penso solo alle scuole, ma a tutti i locali pubblici”.
Arcigay sottolinea che, mentre in tutto il mondo si svolgono iniziative simboliche e i rappresentanti delle forze politiche e dei governi tornano a parlare del problema dell’aids, in Italia si registra il "silenzio totale delle più alte cariche dello Stato sulla questione. Auspichiamo che il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dal Kazakistan, si ricordi che è il 1 dicembre e che di aids ancora oggi si muore". E' sorpendente il vuoto istituzionale a cui assistiamo, ma è altrettanto sorpendente ed incoraggiante la grande attenzione e la mobilitazione della società civile, delle associazioni, dei comitati Arcigay che, nella Giornata mondiale di lotta all’aids, hanno organizzato iniziative di sensibilizzazione pubblica in tutte le piazze d’Italia.

1-12-2010