Martedì 22 Maggio 2018
Fiat: Alleva, se vince il sì la Fiom venderà cara la pelle in ogni Tribunale PDF Stampa E-mail
Scritto da DirittiDistorti   
Lunedì 10 Gennaio 2011 16:57

«La Fiom venderà cara la pelle, dappertutto e in tutti i tribunali d'Italia». Così Piergiovanni Alleva, docente di Diritto del Lavoro all'Università della Marche, e consulente da 24 anni della Cgil nazionale, commenta in merito all'ipotesi che la Fiom ricorra alla magistratura in caso di vittoria dei sì al referendum sull'accordo alla Fiat di Mirafiori. «La prima volta che sarà chiesto a un lavoratore Fiom di fare la quarantunesima ora straordinaria - spiega Alleva - cioè un'ora in più delle 40 ore massime previste, che ora con l'accordo sono portate a 120, scoppierà un problema». Il giuslavorista spiega che «il ricorso alla magistratura è sempre qualcosa che ha una portata moralmente molto grande, ma concretamente vale solo per il lavoratore che l'ha fatta».  Sul referendum le idee sono chiare. «È uno strumento che non ha valore vincolante per legge - afferma Alleva - è consultivo: lo prevede l'art. 21 dello Statuto dei lavoratori. In ogni caso, un accordo non diventa cogente o non cogente, per tutti o solo per alcuni lavoratori, in virtù del referendum. Il referendum diciamo che ha un valore politico, ma da un punto di vista giuridico non aggiunge e non toglie nulla. La Fiom vuole i referendum -sostiene il professore - e li vuole anche con forza cogente ma in un quadro normativo futuro, con regole precise (la conta degli iscritti, la conta dei voti), che oggi mancano completamente. In ogni caso se anche il referendum fosse vincolante, è chiaro che messo dal punto di vista 'o prendi questo o ti licenziò, già sarebbe molto discutibile». Inoltre, afferma Alleva,«il referendum non può mai sanare delle illegittimità, non può avere un oggetto contrario ai diritti consolidati, non si può dire 'la malattia forse te la pago forse no, lo sciopero non è possibile perchè se tu non rispetti una clausola io sospendo tutte le altre. Ma il problema dei problemi è che si cerca di imporlo a tutti i lavoratori». I ricorsi della Fiom potrebbero partire proprio da qui. «Con il referendum non si pensi di aver risolto la questione, tagliandola come un nodo gordiano -avverte Alleva- I lavoratori che non aderiscono ai sindacati, complici dell'azienda, non sono destinatari di quelle norme e conservano lo statuto giuridico che già avevano. Questa è la posizione della Fiom e questa sarà portata avanti. Sul referendum in quanto tale non c'è neanche bisogno di dire che non ha valore cogente – conclude - perchè è la legge che lo dice: è meramente consultivo».

 

10-1-11