Mercoledì 13 Dicembre 2017
V° edizione della guida Caritas/Migrantes. L'integrazione passa anche per i luoghi di culto PDF Stampa E-mail
Scritto da DirittiDistorti   
Mercoledì 19 Gennaio 2011 00:00

Il modo migliore per integrarsi in un nuovo Paese, per essere parte di un progetto interculturale e di dialogo, è quello di superare la barriera della lingua e poi ritrovare un po' di aria di casa. Che a volte coincide con quella delle tradizioni e della religione.
Per molti stranieri, immigrati nel nostro Paese - che sono già parte di un tessuto economico, sociale, culturale - è molto importante poter manifestare la propria religiosità ed esprimersi anche, perché no, con i segni di distinzione etnica che ricordano la cultura dalla quale provengono.
Ieri è stato presentato a Roma un volume agile e utile sui luoghi di incontro e di preghiera nella Capitale e in provincia, realizzato dalla Caritas diocesana di Roma e dall'Ufficio Migrantes della Diocesi. La guida, realizzata in collaborazione con gli assessorati alle Politiche sociali di Comune e Provincia di Roma, è alla quinta edizione e intende dare un contributo alla vocazione plurireligiosa della città, non solo centro del Cattolicesimo ma punto nevralgico in cui tutte le fedi sono chiamate a confrontarsi e a dialogare.
Nel 2011 si contano 256 luoghi di culto, di cui 208 a Roma e 48 nei paesi della provincia, con un incremento di 34 centri di culto rispetto al 2008 (anno dell'ultima edizione della guida).
I cristiani sono il 65% nella Capitale e il 76,5% negli altri comuni della provincia. I musulmani incidono per il 18% tra gli immigrati a Roma e il 12% in provincia. Anche i fedeli induisti e buddisti sono maggiormente concentrati a Roma; fanno eccezione le diverse migliaia di sikh indiani che risiedono soprattutto nell'area pontina, tra le province di Latina e Roma.
Oltre a poter manifestare la libertà di coscienza e di credo questi luoghi di culto fungono da centro di aggregazione sociale: qui i nuovi italiani, immigrati di seconda generazione, possono per esempio seguire corsi per imparare la lingua dei genitori; qui si realizzano i momenti di condivisione di feste religiose della comunità; corsi di tradizioni culturali; attività sportive o anche per esempio attività collegate alla salute della persona.
La guida, realizzata con l'aiuto delle singole comunità, mette a disposizione recapiti telefonici e orari delle principali attività, religione per religione. Inoltre apposite schede sintetizzano i contenuti e i messaggi principali di ogni religione oltre al calendario delle singole feste.

 

Antonella De Biasi

 

19-1-11