Mercoledì 22 Novembre 2017
Stefano Cucchi, morte di un cittadino arrestato PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Valentini   
Domenica 01 Novembre 2009 08:43

 

Arrestato per il possesso di 20 grammi di droga e morto al “Sandro Pertini”, nel reparto per i detenuti, senza che nemmeno i genitori potessero vederlo, almeno da vivo. Questa la drammatica vicenda di Stefano Cucchi, 31 anni, romano, arrestato il 15 ottobre e morto sette giorni dopo. Sette giorni in cui ha perso sette chili, riportato lividi sul volto e sul corpo, una mandibola fratturata, e la "frattura del corpo vertebrale L3 e un'altra della vertebra coccigea". Un corpo martoriato, pestato fino alla morte....

 

 

 

Come è potuto accadere tutto ciò? Mistero, per ora si indaga. La procura di Roma ha deciso di procedere per il reato di "omicidio preterintenzionale" (che prevede la reclusione da dieci a diciotto anni), ma al momento a carico di ignoti. La famiglia Cucchi non si dà pace, anche perché se non è possibile capire cosa sia successo e chi ha fatto cosa, sono sicuramente ricostruibili i “movimenti” di Stefano in quei sette giorni, visto che non era un cittadino libero. "Si procede a carico di ignoti – afferma la famiglia - ma credo che coloro che l'hanno avuto in custodia o in cura non sono ignoti. Mi aspetto indagati”.

Indignazione dal mondo politico, con accenti diversi ovviamente, ma soprattutto manifestazioni di preoccupazione e indignazione dalle associazioni, dai giovani, da chi si occupa di diritti.

Luigi Manconi, presidente dell’Associazione “A buon diritto” e direttore del sito www.innocentievasioni.net, tra i primi a denunciare il 26 ottobre una morte sospetta di un carcerato a Roma, racconta cosa ha visto e le sue impressioni. "Ho avuto modo di vedere le foto della salma di Stefano Cucchi. E' difficile trovare le parole per dire lo strazio di quel corpo, che rivela una agonia sofferta e tormentata. E' inconfutabile che il corpo di Stefano Cucchi, gracile e minuto, abbia subito a partire dalla notte tra il 15 e 16 ottobre numerose e gravi offese e abbia riportato lesioni e traumi. E' inconfutabile che Cucchi, come testimoniato dai genitori, è stato fermato dai carabinieri quando il suo stato di salute era assolutamente normale ma già dopo quattordici ore e mezza il medico dell'ambulatorio del palazzo di Giustizia e successivamente quello del carcere di Regina Coeli riscontravano lesioni ed ecchimosi nella regione palpebrale bilaterale; e, la visita presso il Fatebenefratelli di quello stesso tardo pomeriggio evidenziava la rottura di alcune vertebre indicando una prognosi di 25 giorni". Inoltre, ha concluso Manconi, “è inconfutabile che un cittadino, fermato per un reato di entità non grave, entrato con le proprie gambe in una caserma dei carabinieri e passato attraverso quattro diverse strutture statuali (la camera di sicurezza, il tribunale, il carcere, il reparto detentivo di un ospedale) ne sia uscito cadavere”.

Per la morte di Stefano, il Garante dei detenuti della Regione Lazio Angiolo Marroni ha inviato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma. “In questa vicenda – ha dichiarato il Garante - sono stati violati diritti fondamentali dell'individuo, in primis quelli alla vita, alla salute e alla dignità”. Ma "quali che siano gli esiti degli accertamenti giudiziari e amministrativi - ha affermato Marroni - è evidente che occorre fermarsi a riflettere per ripensare tutto il sistema dell`accoglienza e del trattamento a partire dall`arresto fino all`ingresso in carcere, soprattutto se malati o fragili psicologicamente, all`insegna di un approccio che torni a mettere al centro l`essere umano. Ce lo impongono le crude immagini che abbiamo visto".

La famiglia Cucchi, nel dolore di una morte inspiegabile, ha chiesto chiarimenti al Governo, chiarimenti che ancora non sono arrivati e per i quali si attende il ministro Alfano che riferirà martedì. Si rivolgono al governo i familiari, perché come ha ricordato il papà di Stefano: “mio figlio in quei momenti era sotto la tutela dello Stato, dunque questa vicenda non può passare sotto silenzio”.

Intanto, come in un film già visto, si dice che Stefano magari è caduto dalle scale.


Alessandra Valentini

1-11-09


PER APPROFONDIMENTI

www.innocentievasioni.net

www.garantedetenutilazio.it