Mercoledì 13 Dicembre 2017
I Fratelli Musulmani e il vento della rivoluzione. Analisi in un libro di Karim Mezran e Massimo Campanini PDF Stampa E-mail
Scritto da DirittiDistorti   
Venerdì 25 Febbraio 2011 07:51

Di Antonella De Biasi - La rivoluzione che sta scuotendo il mondo arabo fa parte di un momento complesso, storico e che però risulta inaspettato. “Dire che nel Maghreb c'erano tutti gli elementi per far presagire a una rivolta di questa portata è una sciocchezza”. Parola di Karim Mezran, accademico italo-libico, direttore del Centro studi americani a Roma e docente di studi mediorientali alla John Hopkins University. “Dalla Tunisia nessuno qualche mese fa si sarebbe aspettato un tale cambiamento; per quanto riguarda l'Egitto i dati c'erano ma da anni, perciò è stato inaspettato tutto ciò. La Libia invece, strutturalmente diversa, dal 2001 stava uscendo da un periodo molto difficile, cupo. Allora, dieci anni fa, ci si aspettava una insurrezione popolare”, continua Mezran.
“Negli ultimi anni si è visto invece un Paese in progressiva espansione, il regime di Gheddafi si stava aprendo, ovviamente era sempre un regime. Per questo resta un mistero il fatto che i libici abbiano fatto sentire la loro voce soltanto oggi”, spiega Mezran. Il direttore del Centro Studi sottolinea un fattore importante che sta caratterizzando le rivolte di questi giorni nel mondo arabo e sfata i pregiudizi di noi occidentali: “Ci aspetteremmo che il mondo arabo oscilli o si blocchi tra il “nero”, cioè l'autoritarismo e il “verde” ovvero l'islamismo. Invece, finalmente, negli ultimi dieci anni è nata una generazione più preparata dal punto di vista tecnologico e che non è bloccata tra questi due estremi”.
Proprio al centro studi diretto da Mezran e presieduto da Giuliano Amato lo scorso 23 febbraio si è tenuto il convegno “Dalla Tunisia all'Egitto: il Medio Oriente del cambiamento tra aspettative e realtà”. In occasione della pubblicazione del libro I Fratelli musulmani nel mondo contemporaneo di Karim Mezran e del professor Massimo Campanini sono stati affrontati temi di stretta attualità per capire se esiste una via islamica alla democrazia. “Il mondo arabo non è oriente”, spiega il professor Campanini, orientalista e storico. “Il mondo arabo e musulmano fanno parte dell'occidente proprio per la loro storia culturale, pensiamo soltanto agli scambi già durante il Medio Evo”.
Nel volume viene utilizzata la nozione di egemonia di Gramsci per analizzare storicamente il movimento dei fratelli musulmani. “L'uso della categoria gramsciana è abbastanza interlocutorio: i fratelli musulmani hanno pensato in maniera diversa la loro strategia nei differenti contesti politici in cui si sono trovati ad operare”, sottolinea Campanini. Il volume può essere un momento di studio e di approfondimento per capire un po' di più un mondo tanto affascinante e complesso come quello arabo.